Ritrovo in me quello che dici: l'abitudine ti ricopre man mano che invecchi, filtra tutto ed è quasi invisibile.
E a volte....la riconosciamo come estranea... (infatti....: è QUASI invisibile) è vero, mi succede, magari facendo il gesto più familiare...: "ma perchè lo sto facedno? COSA sto fadenso?".
Come può accadere che a volte riconosciamo l'abitudine come estranea? Questo ai miei occhi è un evento miracoloso, perchè l'abitudine trae la sua forza proprio dal fatto che ci invinghia. Come facciamo a riconoscerla? Non sto trovando una risposta, ma la domanda mi appassiona!
Se dovessi dargli un titolo lo chiamerei "L'Abitudine": quella patina di sedimenti mentali che ti ricopre man mano che invecchi, che filtra tutto ed è quasi invisibile, ma che comunque riesci a riconoscere come estranea.
Ritrovo in me quello che dici: l'abitudine ti ricopre man mano che invecchi, filtra tutto ed è quasi invisibile.
E a volte....la riconosciamo come estranea... (infatti....: è QUASI invisibile) è vero, mi succede, magari facendo il gesto più familiare...: "ma perchè lo sto facedno? COSA sto fadenso?".
Come può accadere che a volte riconosciamo l'abitudine come estranea? Questo ai miei occhi è un evento miracoloso, perchè l'abitudine trae la sua forza proprio dal fatto che ci invinghia. Come facciamo a riconoscerla? Non sto trovando una risposta, ma la domanda mi appassiona!
Se dovessi dargli un titolo lo chiamerei "L'Abitudine": quella patina di sedimenti mentali che ti ricopre man mano che invecchi, che filtra tutto ed è quasi invisibile, ma che comunque riesci a riconoscere come estranea.