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In quale direzione va il mondo e l'intero sistema?Ragionando sul vuoto...


By Decoy - Posted on 16 May 2008

Vi sieta mia chiesti che fine farete dopo qualche anno per colpa del sistema politico del vostro paese? Magari a causa dell'inflazione sarete costretti ad immigrare in paesi più sviluppati...Vi siete mai chiesti com'è che un pezzo di carta può salvarvi della fame per intere settimane ed anche mesi? Beh ve lo direi io ma per non influenzare e "truccare" la riflessioni personali di ogniuno mi limito alla domanda.

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ritratto di Alex

Caro Vladimir,

la domanda che poni mi appassiona ma da quello che scrivi penso che forse la vivo in modo diverso da te.
Tu parli di direzione che dovrebbe venire dal sistema politico-economico. Sicuramente la politica è un casino e non ci dà alcun motivo per considerarla affidabile.

Però.... penso che la domanda: dove stiamo andando?, rimarrebbe intatta, anche se vivessimo in un sistema politico stabile ed affidabile.

Mi pongo la domanda ma non in quanto cittadina che vota e si aspetta qualcosa dal sistema, ma in quanto vivente.
Mi ritrovo a vivere e so che morirò.
Allora la direzione è la morte? Sì, ma ci sono, e mi chiedo del senso del mio esserci. Poichè so che morirò OGNI tentativo di dare un senso legato ai progetti della vita risulta vano, tutto è effimero... allora dovrei solo aspettare la morte? Sarebbe vile, e massimamente riduttivo, adesso ci sono, e anche se non ha senso, ACCADE qualcosa che non ha senso, grandioso, proprio perchè senza ragioni, senza una base, però accade.
Non posso inventarmi un senso, non posso liquidarmi. Posso anche farlo, ma mi ritroveri in un mondo inventato.

Tu dici: ragionando sul vuoto.... ma sentiamo senso di vuoto perchè il sistema politco non va oppure perchè quando ci riferiamo a noi stessi non sappiamo a cosa ci stiamo riferendo? Se dico: io, in basso non trovo radici, in alto il cielo non dà risposte ma senso di infinito e incontenibilità.

Il disegno che hai fatto evoca un senso di assurdo. Ma se il sistema fosse "ordinato" sarebbe meno assurdo? Allora diventerebbe lineare il fatto che siamo qui e non sappiamo perchè?

ritratto di Chiara

Sai Vladimir,
ho riflettuto anche io tra sabato e domenica alla tua domanda e sono giunta a queste considerazioni, per certi versi vicine a quelle di Alex.

Non so che fine faremo per colpa del sistema politico, e a dire il vero, non so neppure a cosa mi riferisco quando dico "sistema politico" e non nel senso ufficiale o formale del termine che sì, conosco... ma perchè non credo che esista un sistema politico in sè, piuttosto, esistono persone che rivestono dei ruoli. Il fatto che mi sembra di riscontrare sempre più frequentemente è che in ogni luogo ( sia in posta, sia a scuola, sia tra i raggazzi della tua età che tra le persone della mia etc...) vige per lo più, una grande apatia, una mancanza di fiducia nei confronti di ogni miglioramento possibile e come sottofondo rimane sempre un grande individualismo. Dal momento che non c'è un ideale (che per definizione è sovra-personale), o un fine collettivo, ognuno "tira l'acqua al suo mulino" spesso e volentieri. Non so se questo esito sia colpa del sistema politico o sia dovuto al fatto che, piano piano ma inesorabilmente, ognuno di noi si sta svuotando... svuotando di senso. Quale è il perno o il principio da cui possiamo partire per contrastare una tendenza che vede nel profitto il bene maggiore?

Ecco allora la mia domanda per te: "è questo sistema politico che genera il senso di vuoto? Oppure, è il senso di vuoto e la mancanza di riferimenti che ha generato questo stato di cose, sia a livello politico che culturale?"

ritratto di Milo

Ora come ora direi che è quasi impossibile trovare un ideale in cui immergersi totalmente, e subito... a meno che chi lo fa non è un nostalgico di qualcosa che è inevitabilmente decaduto, crollato, o sconfitto.
Quindi, secondo me la cosa più giusta che possiamo fare è interrogarci se sia ancora possibile trovare un valore nuovo e forte, e non "costruito di plastica". Forse proprio attorno a una domanda del genere possiamo finalmente ritrovarci non apatici ed evitare un individualismo eccessivo, collaborare insieme. Ed evitare anche di emigrare (glom!!) invece che tentare di salvare quello che possiamo salvare, cioè il nostro pensiero.
Che ne dici Vlad?

Ciao a tutti. Scusate se mi faccio sentire ogni morte di papa ma è che sono sempre carico di compiti ecc. Vi dico solo che ultimamente sono molto impegnato in una ricerca (i numeri del Pi greco) e che mi rimane poco tempo. Fate riposare la mia sostanza griggia per qualche giorno e vi risponderò a tutte le domande qui sul forum.
P.S. Come sempre concordo con Milo (o almeno con quello che ho capito alle 11 di notte)Ciao e a presto

ritratto di Atoshi

Sai Chiara che mi sto facendo l'idea che si fatichi anche a "tirare l'acqua al proprio mulino" tale è il livello di apatia...Questa incapacità è poi funzionale al prevalere di interessi altrui. L'acqua qualcuno infatti la tira al proprio mulino ma molti non hanno idea di cosa sia acqua o mulino. Questo non toglie niente alla tua domanda, ma gli dà solo un taglio sinistro. Chi calcola intorno all'apatia e alla mancanza di riferimenti? Perché i miei ragazzi hanno due ed in alcuni casi tre cellulari a testa? Come mai la gente si indebita per comprare televisori a cristalli liquidi?

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