Domande sul pianeta GELMINI

Cosa pensano i ragazzi impegnati nella scuola secondaria superiore e nell'Università del Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini? Vi piace il piglio decisionista dell'intraprendente Ministro? Dietro al piglio ci sono anche decisioni pensate e sensate ed un disegno complessivo per rinnovare la scuola e l'Università? Il ruolo del Ministro dell'Economia e delle Finanze Giulio Tremonti in questa riforma è trascurabile o centrale? Scelte come la reintroduzione del voto alla Scuola Media ed il taglio del tempo pieno, sono accompagnate da un contesto complessivo che le motiva e le giustifica? Le scuole private perdono o guadagnano terreno lungo il sentiero di trasformazione previsto? Esiste secondo voi un piano per svincolare lo Stato dalla scuola, per rendere in sostanza la scuola sempre meno pubblica? Se ritenete che si miri effettivamente ad alleggerire il ruolo pubblico nell’istruzione, questa scelta presenta dei pericoli? Quali? Siete d'accordo che il voto di comportamento faccia media con i voti di disciplina? Fra di voi chi studia pedagogia o l'ha studiata ritiene la figura del maestro unico auspicabile per i bambini? La vostra esperienza vi dice che si sta troppo tempo nelle aule come dice anche la Gelmini? Alle spalle di molte affermazioni del Ministro c'è anche un disegno mediatico e di costruzione del consenso, o semplicemente emergono di volta in volta questioni volte a rinnovare i diversi ordini di scuola? Secondo voi è studiato a tavolino l'aspetto di Maria Stella? Risponde a modelli in cui si identifica la donna Italiana o è casuale? Sapete se siano stati interpellati i docenti dal Ministero con progetti, incontri, forum, gruppi di ricerca, volti a contribuire alla riforma? Gli studenti? Oltre al risparmio economico, innegabilmente ed esplicitamente obiettivo centrale dell'azione di cambiamento, vi pare autentica la volontà di riforma del Ministro Gelmini? Lo è filosoficamente e pedagogicamente?
Se di tutto queste domande non ve ne frega assolutamente niente, quali sono i motivi del vostro totale disinteresse?
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Non sono ancora riuscita a farmi una vera opinione sulla Gelmini... nella sua riforma ci sono pro e contro che vanno ben analizzati, infatti non comprendo chi la critica in tutto e per tutto, su ogni cosa (così come non capirei chi le desse soltanto ragione, ma non ne ho ancora incontrato nessuno). La sua riforma è stata senza dubbio rivoluzionaria, di cose ne ha cambiate, ha rivoltato come un calzino tutto il sistema scolastico e qualsiasi azione così grande ha molteplici conseguenze. Personalmente, al momento, ritengo che fosse necessaria una "rivoluzione". Con questo non intendo dire che appoggio ogni decisione del ministro, tutt'altro, però diciamocelo: l'intero sistema scolastico si trovava in una situazione alquanto stagnante, oltre che scadente, e una bella scossa era necessaria. La scossa è arrivata e anche piuttosto violenta. Il taglio sugli insegnanti sta creando molto disagio ed è più che comprensibile... quello che mi auguro è che sia solo il preludio necessario per una migliore scelta del corpo insegnanti, una scelta di qualità e non di quantità. Se davvero mira a restituire valore, col tempo (perché poche cose, su così larga scala, possono accadere presto e subito), al ruolo dell'insegnante, allora nasce da intenzioni sensate, pensate e... buone. Spero quindi che non si tratti solo di un motivo economico, ma anche culturale.
Comprendo il disagio e la rabbia di tutti gli insegnanti che sono stati, appunto, "tagliati fuori" ed è giusto che si facciano sentire, perché bisogna trovare soluzioni intelligenti a tutti i problemi che derivano dalla riforma, dal momento che è stata decisa e attuata, tuttavia non condivido il fatto che coinvolgano i bambini nelle loro proteste: che cosa capiscono davvero questi bambini del motivo per cui aiutano maestri e genitori a protestare? A me pare effettivamente una strumentalizzazione dei bambini: protestate, ne avete il diritto, ma non coinvolgete i bambini finché non avranno gli strumenti per capire consapevolmente che cosa sta succedendo.
Per riassumere il mio attuale parere (un parere che non è nè bianco, nè nero, ma che preferisce una tonalità grigiolina):
- il sistema scolastico era in una condizione scadente e stagnante: andava rivoluzionato;
- non credo che questa riforma sia la migliore, forse è solo l'unica (rivoluzionaria) possibile in questo momento, ma di buono ha una cosa: il ghiaccio è stato rotto e, da questo primo tentativo di cambiamento, mi auguro che ne possano nascere altri sempre più indirizzati a prendere effettivamente in mano la questione dell'educazione e dell'istruzione italiana.
Vediamo di fare la nostra parte :)
Ciao! Sono contento di ritrovarti.
Alcune precisazioni:
a) La riforma non è stata decisa e attuata nel suo complesso: sono iniziati ora gli incontri fra le parti sociali e non è assolutamente chiara la piattaforma per tutta la secondaria. L'autunno si preannuncia caldissimo.
b)Certo se presupponiamo che qualsiasi scossone sia opportuno, qui, almeno a parole, si tratta di un sommovimento consistente. Ma da quando insegno non è il primo che vedo..
Forza Italia (il partito a cui appartiene la Gelmini) si caratterizza per una programmata ed attenta gestione della ricaduta di ogni gesto politico sui media, vedi alla voce Carfagna ed ai recenti provvedimenti in tema di prostituzione che hanno alcune caratteristiche disarmanti:
a) sono a carattere populistico.
b) sono inattuabili (nessun questore si sogna di multare prostitute e clienti ed aprire dei contenziosi legali insostenibili, disperdendo le già scarse pattuglie in "puttanate").
c) ben si prestano ad esser ridotti a semplici slogan televisivi volti a moltiplicare il consenso di chi non vuole o non può attingere a fonti un poco più attendibili.
Vale lo stesso per la Gelmini? Non è detto, ed è opportuno attendere gli sviluppi, facendo attenzione a selezionare bene la fonti da cui si traggono le informazioni. Ne converrai credo, ma l'informazione è piuttosto pilotata e controllata e gli incontri di "fioretto" del premier nello studio di Bruno Vespa sono un esempio decisamente esplicativo.
Permettimi anche un richiamo. Le politiche quantitative di cui parli sono state attuate consapevolmente da destra come da sinistra per costruire il consenso. Nella scuola prevalentemente dalla sinistra, nella sanità prevalentemente dalla destra. Naturale che allo stato attuale dell'arte i tagli partano da dove la destra ha un elettorato avverso.
Resta aperta la questione di quale sia il pensiero di riforma oltre allo scossone di ridurre il corpo docente, le ore di lezione, le materie insegnate, ritornare ai grembiulini, dare i voti ecc.
Il D.L. 137 del 1.09.08 che ti invito a leggere è veramente sorprendente e spaesante. Ad esempio all'articolo 3 dice che:
"Sono ammessi alla classe successiva, ovvero all'esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline".
Questo alla scuola media presuppone per un docente che:
a) O dai dei sei che sono dei cinque.
b) O bocci una marea di persone (inevitabile una decina di non sufficienze sparse fra lingue, matematica, e lettere in ogni classe e due o tre ragazzi che ne collezionano più d'una). Questo provvedimento secondo te è un pensiero di riforma o è un utilizzo dello strumento legislativo a fini propagandistici?
Per quanto mi riguarda è controproducente, infatti nasconde le incapacità dello studente ed è quindi diseducativo e disorientante, ma ancora una volta permette un sostanzioso risparmio di quattrini sotto l'aspetto gestionale.
Sui bambini utilizzati impropriamente concordo a pieno, ma parallelamente vorrei che gli esami da Procuratore fossero fatti sul proprio territorio e non a Reggio Calabria dove passavano anche i somari, tecnica utilizzata anche dall'attuale Ministro per abilitarsi alla professione. Come vedi perdersi in polemicuzze come queste non dà nessun frutto e se delle maestre poco avvedute hanno sbagliato un Ministro non si perde dietro al can che abbaia, soprattutto se anche nella sua cuccia custodisce vari scheletrini. Che pensi al da farsi invece di rilasciare interviste!
Pesa che a fronte dello scossone nella primaria, non sia uscito uno che sia uno, strumento di indirizzo elaborato dal Ministero per le Maestre. Intendo dire un documento che esplichi qual è il pensiero pedagogico che sta alle spalle dei provvedimenti legislativi di riforma, anche al fine di dare strumenti ed indirizzi agli insegnanti. Niente. Immagina le maestre che da anni lavorano a moduli...Sono un po' disorientate. Non solo, ma pensa alla formazione in sede Universitaria che è da anni incentrata su un sistema che prevede più di una Maestra per classe. Santo cielo che fretta c'è? Non si poteva procedere gradualmente, magari inserendo una fase di sperimentazione? No dal prossimo anno scolastico Maestra unica.
Perché tutta questa fretta?
Attendo fiducioso che oltre alle interviste polemiche con sindacati, sinistra, comunisti, frange esaltate, eccetera eccetera, il Ministro sappia dare un assetto decente a quella che per ora non possiamo chiamare riforma (la riforma presuppone un pensiero che la sostenga) ma semplicemente "riduzione degli impegni finanziari nel settore della Pubblica Istruzione". Questa critica ad esempio non è estensibile alla Moratti, attuale Sindaco di Milano, pure lei di Forza Italia ed a suo tempo Ministro della Pubblica Istruzione. Lei aveva un disegno pedagogico e di riforma (anche allora scossoni e controscossoni), più o meno condivisibile ma lo aveva e lo aveva elaborato con un gruppo di studiosi dedicati all'educazione: c'era un gruppo di lavoro e si attuava una sperimentazione, ad esempio fatta nella scuola dove lavoro. Quel che è interessante è come a distanza di pochissimi anni, una compagna di partito disattenda completamente quel disegno.
Quali sono le motivazioni? Silenzio.
Nel caos creatosi con i rapidi passaggi da Moratti a Fioroni e da Fioroni a Gelmini chi ci guadagna è la Scuola Privata, con il tempo pieno garantito ed una serie di risposte ai genitori che lavorano dalla mattina alla sera e al pomeriggio non sanno dove mettere i loro figli. Te lo dico a ragion veduta perché in una scuola privata lavoro e gli iscritti aumentano esponenzialmente dalle elementari alle medie.....
Come non bastasse, a fronte delle classi da trenta persone, previste in futuro dalla Gelmini (anche qui qual è il disegno pedagogico? Più ne metti meglio è?)le scuole private si stanno attrezzando per rispondere invece qualitativamente con al massimo 25 ragazzi...
Apprezzo il tuo atteggiamento di attesa e sospensione del giudizio. Scusa se mi sono dilungato troppo ma spero di aver aggiunto qualche elemento fattivo per un'ulteriore riflessione.
a presto
Atoshi
Pesa che a fronte dello scossone nella primaria, non sia uscito uno che sia uno, strumento di indirizzo elaborato dal Ministero per le Maestre. Intendo dire un documento che esplichi qual è il pensiero pedagogico che sta alle spalle dei provvedimenti legislativi di riforma, anche al fine di dare strumenti ed indirizzi agli insegnanti. Niente. Immagina le maestre che da anni lavorano a moduli...Sono un po' disorientate.
Ecco, questo è quello che mi preoccupa e che mi spinge, tentando di non essere sempre pessimista a priori, ad attendere e a sperare negli sviluppi.
Poiché la riforma ha già cominciato a farsi strada (mettiamola in questi termini), mutando la scuola, sto cercando di rifletterci su partendo proprio da questa nuova base "riformata" . Come ho detto, non ritengo che questa riforma sia stata la scelta migliore e nemmeno mi auguro che venga attuata del tutto, poiché non condivido molte scelte... voglio però sperare che sia appunto quel preludio al cambiamento di cui ha bisogno il sistema scolastico: per fare anche solo un esempio, la fazione opposta (o chiunque altro) potrebbe decidere di prendere seriamente in mano le redini del sistema educativo italiano proprio grazie a un sentimento di scandalo nato a causa del retroscena sporco e marcio della riforma Gelmini.
parallelamente vorrei che gli esami da Procuratore fossero fatti sul proprio territorio e non a Reggio Calabria dove passavano anche i somari, tecnica utilizzata anche dall'attuale Ministro per abilitarsi alla professione.
Questa è una delle diverse cose che mi puzza, detta come va detta, e che mette a dura prova il mio tentativo di ottimismo e di sospensione del giudizio. Condivido anche il discorso che hai fatto riguardo alla Moratti e il suo confronto con la Gelmini... ma se nonostante tutto continuo ad attendere prima di prendere una posizione più definita, è solo perché davvero mi auguro che la Gelmini presenti finalmente del contenuto pedagogico dietro alla sua riforma (e che le polemiche con tutti coloro che protestano le abbiano soltanto fatto dimenticare che non ha ancora spiegato la parte più importante della sua... uhm... rivoluzione!!)... oppure che la riforma diventi un tale scandalo da sbattere in faccia a tutti la reale crisi e decadenza del sistema scolastico italiano, in modo da restituire valore alla nostra educazione.
"Sono ammessi alla classe successiva, ovvero all'esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline".
In questa direzione aveva già iniziato a condurci Fioroni... e mi trovo a condividerla, o almeno condivido ciò che mira ad ottenere se la si pensa in termini educativi e non propagandistici o altro. Ritengo però che vada attuata solo a partire dalle classi del primo anno e non oltre: attuarla a metà o alla fine del percorso liceale causerebbe esattamente ciò che hai predetto, mentre attuarla solo per chi inizia il liceo potrebbe limitare le due conseguenze da te presentate, in quanto il nuovo iscritto entra fin da subito nell'ottica di dover restare in pari... ed è giusto che miri a questo. Voglio dire, io ho preso sottogamba i primi due anni di liceo proprio perché non avevo forti pressioni e quindi mi sono abbandonata alla mia crisi adolescenziale lasciando alla sbaraglio il mio percorso scolastico. Il risultato è stato che, una volta "svegliata" dal mio stato di adolescente-in-crisi-col-mondo, mi sono ritrovata a dover studiare come una dannata per recuperare e aggiustare tutte i buchi che mi ero lasciata dietro in quei due anni, fosse anche solo per rispetto verso coloro che il loro dovere l'avevano sempre fatto, meritandosi davvero di passare l'anno... posso dire di aver sudato tutte le camice che dovevo per "redimermi", e fin qui tutto ok, ma il diploma della maturità l'hanno conseguito come me, o anche meglio di me, tutte quelle persone che i buchi se li erano tenuti fino all'ultimo e le camicie non se l'erano neanche comprate, figuriamoci sudate. Perché? Perché quel diploma non rappresentava i buchi effettivi che una persona si porta dietro. E' vero che ogni persona è portata più per alcune materie che per altre (io per esempio, come tanti, ho più difficoltà nelle materie scientifiche), però il diploma dovrebbe certificare che la persona ha raggiunto le basi richieste in ogni materia... non le si chiede di eccellere, ma le basi devono essere raggiunte, altrimenti cosa rappresenta quel diploma? Nulla, è solo carta. Per questo penso che sia giusto che uno studente, per passare l'anno e per conseguire il diploma, debba aver ottenuto tutte le sufficienze... e penso che questo ce lo si possa aspettare da coloro che si sono iscritti avendo ben presente che da quel momento passa solo chi è in pari. Se poi i professori continueranno a regalare 6 che in realtà sono 5, o gli studenti si faranno bocciare tutti, non so che dire.... arrivati ad un certo punto, fatte tutte le riforme possibili e desiderate, bisogna fare affidamento anche sul buon senso delle persone: gli studenti devono studiare e i professori devono educare e istruire, non c'è altro modo... se anche si potesse imparare come Neo in Matrix, e cioè attraverso uno spinotto nel cervello, ugualmente si dovrebbe fare la "fatica" di starsene lì a permettere alle informazioni di imprimersi nella nostra mente ("dieci ore di fila... è una macchina", citazione)... insomma, nemmeno nei film si nasce imparati. Se si vuole apprendere, la fatica va affrontata ed è il caso di entrare in quest'ottica.
Cara Lucia, ti ringrazio per le tue risposte sempre stimolanti. Voglio qui specificare che per quanto riguarda le superiori, un'età in cui è opportuno chiedere ai ragazzi "un salto" ed un'assunzione di responsabilità consistente, concordo a pieno con la tua analisi. Ai tempi in cui ero fra i banchi dello Scientifico (più di venti anni fa) le cose andavano esattamente così e se sgarravi di una sola materia ti rimandavano a settembre e capitava anche che a settembre bocciassero brutalmente. La pressione sugli studenti c'era ed era assolutamente salutare ed educativa. Ricordo tuttavia quel quinquennio come uno dei periodi più divertenti della mia vita, e non certo come un lasso di tempo angoscioso e opprimente, a dire che malgrado la pressione non ce la passavamo affatto male.
Al contrario per la secondaria inferiore o scuola media, sono in totale disaccordo con quanto prospetta il decreto. I ragazzi a quest'età debbono orientarsi, capire le proprie potenzialità ed i propri limiti, acquistare fiducia e non perderla definitivamente in caso d'insuccesso. Un passaggio delicato dove le coscienze sono ancora fragili, dove non è opportuno imporre "salti" e dove la bocciatura diventa spesso un segnale del proprio "non essere all'altezza", e quindi si prefigura come una scelta educativa estrema per i docenti. In questo ambito educativo la non sufficienza, accompagnata da una promozione, è l'indicazione precisa di un cammino per le superiori, un orientamento, soprattutto per il ragazzo ma anche per le famiglie spesso cieche all'evidenza, e schiacciate da assurde aspettative sulla carriera dei propri figli. Senza detti segnali tutti corrono al Liceo a testa alta, salvo poi spaccarsela ai primi ostacoli... Bocciare alla secondaria di primo grado seguendo i dettami del Decreto significa bocciare mezza classe o regalare a mezza classe sei che sei non sono. Si tratta di una vera iattura educativa in ambedue le ipotesi non trovi?
Sì hai ragione, ho dimenticato di specificare che il mio ragionamento era puramente sul liceo, non intendevo coinvolgere anche le scuole medie. Concordo con te che sarebbe troppo presto, e quindi dannoso e controproducente, chiedere quel "salto" di responsabilità già alle scuole medie. Riportando il discorso sulle scuole superiori, concordo anche sul fatto che una pressione scolastica dovuta alla richiesta di impegno e responsabilità a scuola non tolga il lato divertente della vita scolastica. Io l'ho vissuta male non tanto per l'impegno che ho dovuto metterci o la fatica che ho dovuto fare, quanto per il rendermi conto che in realtà tutto il mio impegno non veniva propriamente "richiesto", o meglio non veniva riconosciuto: tanti, pur non facendo nulla, andavano avanti con voti, immeritati, migliori dei miei. Nonostante tutto questo però ho anche molti bei ricordi passati per esempio con i miei compagni o con i professori più in gamba... se ci fosse stata più coerenza in tutto il sistema scolastico, probabilmente tutta la fatica avrebbe ricevuto qualche soddisfazione in più e ora avrei ricordi migliori del liceo.
Per quanto riguarda la bocciatura con anche solo un'insufficienza, penso che sarebbe veramente più stimolante se venisse applicata solo al liceo. Come hai detto tu, non è possibile richiedere un simile impegno ai ragazzi delle scuole medie, o quantomeno non a tutti. Di conseguenza, mettendolo solo a partire dalla scuola superiore, anche gli ex-ragazzini delle medie entrerebbero nell'ottica di doversi mettere d'impegno più a fondo di prima e con più responsabilità anche personale. Per quanto riguarda il passaggio liceo-Università capita qualcosa di molto simile, no? Tutti coloro che escono dal liceo con l'intenzione di continuare gli studi sanno che non sarà mai come al liceo: d'ora in poi verrà richiesta una totale responsabilità organizzativa nello studio e negli esami, cosa che, a questi livelli, non è necessaria al liceo poiché si è ancora seguiti dai propri professori.
Ecco, non sarebbe il caso di evidenziare una richiesta simile anche nel passaggio dalle medie alle superiori? In questo modo gli studenti sarebbero più consapevoli di dover compiere un passo necessario verso la propria maturazione: sarebbero ancora seguiti dagli insegnanti, ma da parte loro sarebbero richiesti impegno, maggiore responsabilità e, per passare l'anno, l'acquisizione delle basi del programma.
Se ognuno ricoprisse sul serio il proprio ruolo, sarebbe uno scambio equo, no?
Se devo essere sincero, sono d'accordo con un taglio del personale scolastico; in Italia c'è sempre il doppio o addirittura il triplo di personale necessario rispetto agli altri paesi dell'UE, e non vedo perché. O meglio, dei perché ci sono anche: abbiamo il triplo di avvocati rispetto alla Francia, per esempio, perché il nostro ordinamento contiene un oceano inestricabile di leggi e la nostra mentalità ci induce a denunciare il vicino di casa anche quando fa il barbecue sul balcone. Oppure così tanti commercialisti perché se ti dimentichi di pagare quella microtassa da 2 euro con quella sigla immemorizzabile ti becchi una multa da 200 euro e diventi un babau-evasore fiscale.
Penso che la scuola sia un grande parcheggio di molta gente che nonostante il titolo di studio buono non riesce a trovare lavoro, e si butta lì; inoltre in Italia è molto difficile essere licenziati soprattutto se statali, perciò è un posto assicurato; poi, con l'andazzo studentesco che c'è oggi se un isegnante non s'impegna è bravo perché non ti fa faticare, mentre chi si impegna (e non è solo severo) e propone belle iniziative è solo un rompiscatole... quindi, perché non andare a insegnare???? (ovviamente ci sono anche quelli bravi, ma mi sembrano in minoranza anche forte)
Quindi, in linea di principio sono d'accordo con un taglio netto. Solo che sorgono a mio avviso due problemi: 1- Qual'è il criterio di selezione degli insegnanti da licenziare? 2- Quelli licenziati, cosa andranno a fare?
Al primo quesito mi s'impone una ulteriore domanda: se la Gelmini vuole creare una classe scolastica selezionata in base al merito, cosa intenderà mai lei per merito? Chi si merita il posto di lavoro, e COME? Questo è un punto nodale, l'insengante non può e secondo me non deve essere considerato come un impiegato di contabilità o un coordinatore aziendale, ed essere quindi selezionato solo in base alla frequenza lavorativa e alle perdite che ha inflitto per disservizi o distrazioni. Così si fa con i dipendenti agli sportelli delle banche o delle biglietterie! Ma (è il caso di ricordarlo) la scuola è forse l'unico ambiente istituzionale che non produce guadagno, che è cioè in perenne "perdita", cioè lo Stato non può investirci sperando di guadagnarci come con un azienda o un mercato. (sempre che la scuola rimanga democratica) Persino il ministero dell'ambiente può sperare di guadagnare dall'ambiente, ma la scuola esula da questo caso. L'insegnante ha un dovere più profondo, quello di istruire ed educare l'alunno... come si misura l'educazione? Si può? Chi educa meglio di altri ed è meritevole? Secondo quali basi?
Seconda questione: se i licenziati saranno molti, andranno a fare i commessi o i magazzinieri? I contadini, i minatori, gli allevatori? I muratori, gli spazzini, i facchini? Che politiche adottare per una masa di disoccupati consistente? (si potrebbe anche fare volendo, ma sarebbe una mossa un pochino dittatoriale... della serie, mo' so c***i vostri!!!)
Tutto si può fare, anche non mettere l'apostrofo a qual (effettivamente non ci vuole lo tenga a mente) e in questo tutto ci stanno anche tagli, ritagli e frattaglie. Tuttavia prima di buttarsi a pesce in questa o quella veemente considerazione consiglio vivamente la lettura attenta del D.L del 1 settembre 2008 numero 37. Lei si accorgerà allora che non si tratta solo di tagli al personale ma anche di altri provvedimenti, tutti volti ad un risparmio finanziario che par avere come regista più Mr Tremonti che Miss Gelmini. Attenzione, molti articoli riguardano gli studenti, e quindi lei mio caro.
Per concludere, certi giudizi, come quello che i docenti decenti sono "una minoranza anche forte" andrebbero magari un attimo vagliati. Su cosa si basano? Quali fonti? Impressioni? La convinzione radicata di possedere un metro incontrovertibile ed infallibile (il proprio ovviamente)? Ci saranno nella categoria in oggetto somari, mediocri ed eccellenti, come accade fra gli avvocati e i commercialisti. Certo il compito degli insegnanti è delicato e concordo che controlli particolari andrebbero messi in atto, un po' come si fa per il fisco, dove tuttora si evadono cifre ben superiori ai 2 euro. Mi creda una gita fra Svizzera e Lussemburgo la aiuterebbe ad aggiustare questo suo malpartito.
Le consiglio di cuore anche una dose massiccia (da cavallo dicono dalle mie parti) di sciroppo "fatica" distillato da muratori e minatori, facchini e spazzini, dipendenti agli sportelli delle banche e delle biglietterie. Detto medicinale dagli effetti miracolosi educa alla prudenza e all'umiltà e, incredibile a dirsi, a lasciare i c***i nella patta.
P.S.: il verbo educare può essere sventolato come una bandiera allo stadio, ma dietro che ci sta? Torniamo al docente "schiaffonaro" da lei auspicato in passato? L'ardito che affronta i ragazzacci a sculacciate?
Mi scuso tanto per l'ignoranza, ma il "qual'è" mi è sempre rimasto e non riesco a correggerlo... sarà che mi devo "affaticare" di più.
Dientro alla parola educazione secondo me ci stanno i significati delle virtù, la maggiore delle quali è a mio avviso la pazienza, della quale anch'io sono povero. Credo che la pazienza sia una virtù necessaria per abituarmi e abituarci a riflettere con maggior lucidità su i problemi che sentiamo come nostri, che ci circondano e che a volte ci travolgono, e mi rendo conto che in un mondo (scuola) di corri-corri e stringi-stringi, di compiti da consegnare entro max un'ora o scritti in 20 righe, non riflettono in molti. La virtù si insegna spesso coi fatti, e i fatti possono essere anche degli scapaccioni (così si fa anche una scrematura degli scolari, in cui io potrei essere all'ultimo posto). Problema che mi sono posto, e che pongo anche a lei: misuriamo la nostra virtù... come? La virtù non è un contenuto, è piuttosto un modo di approcciarsi a un contenuto, o a una persona. Il tempo usato per riflettere viene considerato tempo perso. Come disse una volta Formigoni a Ballarò: "I nostri giovani devono imparare ad essere competitivi!" (e basta). Perché bisogna essere competitivi nello studiare? E' più intelligente chi fa la gara a imparare più cose a memoria o chi cerca di capirle un po' più approfonditamente, "perdendo" tempo?
Per questo ho "l'impressione" (purtroppo non ho mezzi per fare ricerche statistiche, e in base a che "metro" misurerei la virtuosità di un insegnante?) che anche i professori non siano molto profondi nell'accogliere le domande e a volte neppure nel porle sull'argomento di studio: non hanno tempo e non insegnano (forse perché costretti) a prenderselo per sé. Ma non sto difendendo la categoria degli studenti: noi siamo messi anche peggio!!! Noi vi sfottiamo qualunque cosa ci proproniate!!! In fondo, ci date il permesso, diciamo così, di farlo... "Mi creda una gita fra Napoli e Catania la aiuterebbe ad aggiustare questo suo malpartito"... e qui al nord non siamo da meno. E' per questo che dovreste manifestare: ma siete strizzacervelli o educatori?
Visto che lei continua a scrivere immagino che anche lei senta questo problema fra i suoi colleghi: quando vogliono mettere a posto la testa dei forsennati, fanno gli psicologi o sanno impore un'autorevolezza che s'irradi dalla loro persona?
Forse per tirare un colpo di reni vero ed efficace bisognerebbe cominciare a tagliare tutti i vari bidelli-casi sociali, i vari aiutanti di laboratorio e di sala audio-video, e far cominciare a spazzare in terra i bidelli rimanenti invece di farli portare una comunicazione in giro per un quarto d'ora al giorno. Così si potrebbero migliorare i servizi di segreteria, di cui c'è tecnicamente veramente bisogno, e lasciare agli insegnanti il tempo libero di insengare, riflettere e aggiornarsi con tempo onde evitare che perdano la "pazienza" tra le varie scartoffie accumulate.
Inoltre, posso benissimo immaginare e intuire che la Gelmini abbia intenzione di tagliare ovunque e per forza: il che la rende alquanto stupida, a maggior ragione se volesse nascondere la sua mancanza di intelligenza con un mero restauro dell'uniforme alle elementari senza darvi reali poteri (siete pubblici ufficiali, remember?). Se si volesse fare una scrematura fra gli insenganti, si dovrebbe andare sul campo come faceva Levy-Strauss per studiare le abitudini degli indigeni. Forse a questo potrebbero servire i vari laureati in scienze umanistiche che non riescono a trovare lavoro e vanno a scazzarsi in una scuola così depressa: metterli a presidiare la virtuosità della scuola partendo da un pensiero virtuoso. E qui si rilancia la domanda su come "misurare", mi passi il termine, questa benedetta virtù educativa. La bandiera con scritto "educazione" che sventoliamo in questo "stadio" si rifà direttamente al manifesto (PERCHE' NON E' STATO ANCORA PUBBLICATO INTEGRAMENTE????) ovvero educare/ci a farci domande per non smettere di pensare, grazie a virtù fondamentali (secondo me, secondo lei?) a questo scopo.
Altrimenti proponga lei qualcosa di alternativo a ciò che noi ci stiamo tentando di chiederci il meglio possibile e di trovare delle risposte sensate, ne discuteremo volentieri, invece di annunciare "ore oscure" e stop.
PS: Se poi non ha capito il tipo di campagna propagandistica che fanno dx e sx sulle tasse non so cosa farci: mio padre gestisce una piccola attività e mi dice chiaramente quali sono i suoi problemi a pagare... sono i trabocchetti, soprattutto, non le tasse troppo alte o troppo basse!
Ciao Milo, così ti voglio, più argomentativo e perché no più riflessivo ed ironico. Scrivo qui perché c'è da imparare ad ascoltarvi e per portare la voce di un docente, di uno che fa un mestiere in supercrisi, spesso abitato da una superficialità e da una mancanza di professionalità beluina. Inutile negarlo è un'evidenza. Cerco di non annunciare ore oscure e stop, provo a farlo ogni giorno in classe e mi misuro con oltre un centinaio di preadolescenti alla settimana. Sto pensando ad una risposta decente per le numerose domande di Benedetta e per il tuo disappunto, dammi tempo. L'educazione è il perno, innegabile, ma gli va data una veste e le sberle non sono una veste sostenibile a scuola in Occidente. Per calmare i forsennati la stragrande maggioranza dei miei colleghi non ha nemmeno un minimo rudimento di psicologia, figurati poi dell'autorevolezza che "si irradia dalla loro persona".... Le domande esistenziali ed il bisogno di autorevolezza ed educazione albergano in molti giovani o sono una richiesta episodica e minoritaria? Se è una richiesta episodica e minoritaria come incoraggiarla/coltivarla? Quale medicina far ingoiare ai professori? Parlavo con una pedagogista tre giorni fa e proponeva aggiornamenti obbligatori per i docenti e formazione continua. Intanto si potrebbe partir da lì no?
Parlavo con una pedagogista tre giorni fa e proponeva aggiornamenti obbligatori per i docenti e formazione continua. Intanto si potrebbe partir da lì no?
Ottima idea che però si scontra con una realtà da te più volte evidenziata... la pigrizia! So che c'erano già state proposte di aggiornamenti regolari per i professori, ma che erano state rifiutate categoricamente proprio da questi ultimi. Sia chiaro, incoraggio dal più profondo la vostra proposta e l'appoggio, però abbiate chiaro che sorgeranno moltitudini di lamentele, perché lo spirito italiano sembra soprattutto infarcito di "faccio il minimo indispensabile e se posso neanche quello: è sufficiente, non potete chiedere di più!". Scusa se questa volta l'annunciatrice di "ore oscure" la faccio io :) ma penso che sia sempre bene partire avendo ben chiaro con che cosa ci si dovrà scontrare, soprattutto quando ad ostacolarti ci sono quelli che dovrebbero essere i tuoi alleati!!!
Chissà da quando lo spirito italiano ha cominciato ad essere caratterizzato da pigrizia e opportunismo? Milo, ti trascinerò in uno studio antropologico a questo riguardo, eheheh...
Ciao Lucia, intendevo aggiornamenti obbligatori, se come docente non li fai perdi punti e arrivato ad un certo limite rischi il posto. Correre o scappare. Formazione continua punto. Pensa si potrebbe fare della formazione anche sulle domande esistenziali dei ragazzi....Non dico accendere chissà quali consapevolezze negli insegnanti ma dare almeno qualche rudimento elementare.
Se sono obbligatori, allora direi che potrebbe funzionare e che, anzi, sia il caso di incoraggiare fin da subito questa proposta! Certo, le lamentele sorgeranno comunque, ma è inevitabile: violerete la pigrizia altrui :)
Sciocchezze a parte, credo che dei corsi obbligatori di aggiornamento influenzerebbero molto (in senso positivo) il rapporto professori-studenti e non solo la qualità in sé dell'insegnamento. Oltretutto penso che sia assurdo non aggiornarsi, nel senso di lasciare l'aggiornamento solamente al giudizio del singolo. Ricordo che partecipavano a seminari di aggiornamento anche i miei istruttori di tennis, com'è possibile che ciò non avvenga ancora a scuola? Oppure ci sono dei corsi di aggiornamento, ma sono facoltativi e quindi c'è la diserzione di massa?
Mi è sempre più chiaro che con la Signorina Gelmini non è ora di dibattiti. Non si sta lì a fare distinguo di fronte ad una ferita seria, a raccogliere impressioni ed a fare congetture: si tampona l'emorragia e lo si fa il più velocemente possibile. In questo caso si deve lottare e ci si deve opporre con dura determinazione.
A cosa ci si oppone e per cosa lottare e manifestare?
a) per il mantenimento della scuola pubblica; chiaro è infatti l'intento di penalizzarla a favore di quella privata abbassandone il livello qualitativo, riducendo finanziamenti, tagliando le risorse su un piano quantitativo e non qualitativo. Perché non si ragiona su quel che non funziona nella scuola, ma si insiste in strategie mirate a mantenere il consenso su un piano mediatico?
b) contro un'istruzione che si sta facendo sempre più elitaria, non per sapienza ma per censo, per chi ha i quattrini e paga, tanto per capirci. Mancano a molti istituti laboratori, mezzi, supporti didattici, aule audiovisivi decenti, biblioteche degne di questo nome. Queste sono le scuole degli immigrati dove alla secondaria di II° grado l'obiettivo è ancora alfabetizzare e dove dopo un anno tutti i docenti chiedono il trasferimento: ghetti. Per chi arriva a scuola in SUV ci sono scuole con parco e laboratori, biblioteche e sale di musica ed insegnanti che stabilmente mantengono il posto fino alla pensione. Quali strategie intende attuare il ministro in proposito?
c) per garantire e ampliare il mantenimento del tempo continuato, là dove la gente va in fabbrica e non a giocare a golf.
d) per ridare il Ministero in mano ad un uomo o a una donna che abbia provata esperienza come pensatore, filosofo, pedagogo ed insegnante e non come soubrette, raccoglitessere e stirabrache o mutande del capo.
e) per permettere ai giovani di entrare nella scuola come insegnanti, portando "sangue nuovo" necessario (questo sangue, quello che scorre qui fra sicofanti) in ambito educativo, mentre ora l'età media dei docenti è da gerontocomio e se si bloccano le assunzioni e si attendono morti e pensionamenti andrà sempre peggio (cosa che intende fare questa prestanome). Non sono per la difesa della categoria insegnanti, chi lavora male c'è e va sanzionato, ma lo ripeto, entro sempre più in contatto con giovani insegnanti sinceramente motivati ma senza futuro.
f) per bloccare la prassi dei Decreti Legge che non transitano dal parlamento e da un dibattito necessario, scrivendo leggi totalmente assurde, chiara mano di una incompetente. La democrazia? Il confronto con le diverse parti sociali? Tutte parole vuote? Leggetevi il decreto 137/08, roba da pazzi o da diplomati al CEPU.
g) per smetterla con questa politica ridotta a slogan di plastica, menzogne e panem et circenses. Dove sono i contenuti pedagogici? DOVE? Manca uno straccio di indicazione educativa che sia una. I passati Ministri, Moratti di centro destra e Fioroni di centro sinistra hanno lavorato con ben diversa serietà, dando indirizzi, trasmettendo documenti alle scuole e costruendo spazi di riflessione per una riforma, che condivisibile o meno esisteva. L'attuale prestanome rilascia interviste ogni quarto d'ora, indossa bei tailleur ed occhialini colorati, dispensa sguardi obliqui e discorsetti da piazzista, compare da Bruno Tresca a gambette incrociate sorridente ed attraente e si dedica caparbiamente a questa o quella polemicuzza. Tutti questi coriandoli mediatici ci bastano per porla a capo del sistema educativo di un paese come l'Italia o è ora di chiedere alla ragazzetta qualche contenuto? Per dirla altrimenti vorremmo l'arrosto oltre al fumo.
h) per non ridurre la scuola ad un problema finanziario, quando è al contrario un problema didattico ed educativo. Un esempio? Ma lo sapete che mancano totalmente ed a qualsiasi docente a scuola iniziata (!!!) dei criteri e degli indirizzi per il passaggio dai giudizi ai voti e soprattutto per definire dei decenti obiettivi d'apprendimento? Solo questo basterebbe per chiederne le dimissioni.
i) c'è una cosetta (fra le tante) che il corriere ed il tg nessuno di Gianni Ritocca non dicono. Ci sono in tutto il paese una marea di cattedre ancora scoperte, in ottobre (!!!). Al sottoscritto ed a molti colleghi, Presidi disperati, ma addirittura il Provveditorato (mai visto), continuano a telefonare ed a mandare telegrammi perché con le assunzioni in ruolo non sono stati coperti i posti vacanti e mancano supplenti (e chi vuole buttarsi in una professione che non ha futuro?). Intere classi senza docenti, ovviamente nei luoghi di montagna e lontani dai grandi centri regna il caos. In città molte discipline sono coperte da supplenze annuali. Perché? Costa meno licenziare a giugno e riassumere a settembre inoltrato, se non a ottobre come sta accadendo. Didatticamente ed educativamente cambiare insegnante ogni tre secondi e partire con le lezione a metà ottobre fa bene a bambini e ragazzi?
l)Onde non arrivare alla fine dell'alfabeto ed annoiarvi oltre ogni limite, finisco con un esempio dello scempio in atto. La Ministra ad ogni passo mette in dubbio il permanere delle graduatorie ed il protrarsi di quel sistema di arruolamento dei docenti che deve essere riformato, abolito, ridefinito, bloccato, frullato, congelato, ecc. ecc. Mentre spende tempo in giro per televisioni e giornali a sostenere questa tesi, ecco che un'importante Università (non dimenticate lei stessa è a capo pure delle Università)indice un corso on line a pagamento (800 euro all'anno, 1600 in toto) biennale, al cui termine si ottengono tre punti per ogni anno di frequenza. Tre punti da aggiungere dove? Ma in graduatoria, ovvio!
VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA! (una per ogni punto) o APPLAUSI (per Tremonti).
Dipende dal punto di vista.....
Mi scuso per il ritardo con il quale scrivo ma avevo bisogno di pensare un po' e di fare nuova pratica prima di poterti rispondere. Volevo prima di tutto ringraziarti perchè i tuoi consigli sono stati utilissimi, il rapporto con i ragazzi è un qualcosa sul quale bisogna lavorare a lungo, e penso che anche in questo ambito non si smetta veramente mai di imparare.
La cosa forse più difficile è cercare di far apprendere tutte quelle "nozioni" obbligatorie, cercando di riportarle su di loro.. e gli espedienti che mi hai suggerito sono ottimi. Li testerò nel corso del tempo.
Ti ringrazio moltissimo, e ci aggiorniamo a riguardo.
Che ne pensi della protesta contro il decreto Gelmini?
Oggi allo sciopero mi hanno detto che c'erano moltissimi ragazzi delle superiori.
E se si stesse smuovendo qualcosa? Comunque il problema va di pari passo con la crisi economica. C'è una pesantissima situazione economica che va peggiorando e accanto a questa, anzi, nonostante questa, la riforma incalza!
Sento che è come se ci fosse una stretta connessione fra le due: apparentemente potrebbe sembrare che non centrino niente l'una con l'altra, ma invece io sento che vi è un legame: cascato un birillo, cascherà anche l'altro. Ho avuto la fortuna di incontrare un grandissimo studioso di economia e azionista che aveva previsto questa crisi 3 anni fa, studiando i mercati. Quello che si prospetta è paragonato alla crisi del '29!Significa che in primo piano presto, prestissimo, non vi sarà nient'altro che questo. Ecco la possibilità che accada un'inversione di prospettiva di valori. Finalmente il grasso superfluo che il consumismo ha iniettato in ognuno di noi verrà spazzato via da un forte periodo di mancanza. Magari non faremo la fame, ma sento che arriverà un periodo di ristrettezze. Forse è la volta buona per un cambiamento. La scuola seguirà di conseguenza. Se i leader saranno costretti a occuparsi di un "allarme rosso-economia", forse tutto il resto, fra cui la scuola, passerà in secondo piano. Avremo così un tempo più dilatato per rapportarci con ciò che accade, e cercare di valutare cosa concretamente possiamo fare per la scuola. E magari finalmente il dialogo sarà più semplice.. Ti potrà sembrare un'utopia, io ci sto ancora pensando! E ho assolutamente intenzione di documentarmi ancora di più. Ma dobbiamo avere fiducia, e proseguire su questa strada.
Per finire, mi scuso per come ho scritto.. spero comunque che si riesca a capire!
Lucia > Chissà da quando lo spirito italiano ha cominciato ad essere caratterizzato da pigrizia e opportunismo? Milo, ti trascinerò in uno studio antropologico a questo riguardo, eheheh...
Dall'8/9/1943, secondo me. Lì lo spirito opportunista si manifestò pienamente e molti soldati italiani, invece che aspettare che i comandi si riorganizzassero e fare guerriglia, tornarono "a casa". Pochi si schierarono.
La mia prof di Storia delle donne e di genere dice che l'8/9/1943 si manifestò compiutamente il mammismo italiano... ehm... meno male che eravamo stati virilizzati dal fascismo!