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Ri-pensiamo la Ri-forma!


By Sibe - Posted on 14 October 2008

Mercoledì 15 Ottobre le scuole, gli insegnanti di Bologna, uniti alla maggior parte degli alunni e dei genitori si ritroveranno a manifestare contro i provvedimenti della Riforma Gelmini. Gli istituti, l'Università (Lettere e Filosofia) saranno aperti eccezionalmente durante la notte del 15 e il personale resterà a disposizione di chiunque necessiti chiarimenti, indicazioni sulla riforma e sulla protesta nata a seguito di questa.
Spesso, in casi come questo, è la manifestazione e i suoi partecipanti ad attirare l'attenzione dei mass-media e di noi tutti. -Chi partecipa e come partecipa- prende il posto, agli occhi dell'opinione pubblica, di una riflessione sul perché, sul motivo per cui è nata una protesta. Vero è che in Italia ci stiamo lentamente abituando al clima delle manifestazioni, spesso ostentate dalla politica interna (scuola compresa), questo però non è un buon motivo per non occuparsi di ciò che accade ora alla cultura e alla formazione scolastica. La Riforma Gelmini avrà dei lati positivi e negativi, come tutte le cose di questo mondo, ma è doveroso per noi soppesare con cura i termini stridenti, quelli che mettono a rischio il futuro della scuola (pubblica!) e del pensiero pedagogico.
Questa riforma sembra portare rassicurazione nei cuori nostalgici degli italiani, sembra dire: “Tornerà tutto come prima, come quando stavamo meglio e i nostri ragazzi erano più disciplinati!” . Peccato però che la scuola di oggi è molto, ma molto diversa da quella a cui sembra far riferimento il Ministro Gelmini. Una domanda: la Gelmini è una pedagogista, una filosofa? Ha un trascorso da insegnante?

Leggete il suo curriculum (tratto dal sito del Ministero dell'Istruzione):
Mariastella Gelmini è nata a Leno, in provincia di Brescia, il 1° luglio del 1973.
Avvocato, è specializzata in diritto amministrativo.
Entrata in Forza Italia sin dal 1994, nel 1998 è stata prima degli eletti al Comune di Desenzano, ricoprendo sino al 2002 la carica di Presidente del Consiglio Comunale.
Dal 2002 è stata assessore al Territorio della Provincia di Brescia e, dal 2004, assessore all'Agricoltura.
Prima degli eletti nella circoscrizione di Brescia per Forza Italia, entra nel Consiglio Regionale della Lombardia nell'aprile del 2005.
Il mese successivo è nominata da Silvio Berlusconi coordinatrice regionale di Forza Italia in Lombardia.
Nel 2006 è eletta per la prima volta alla Camera dei Deputati per la XV legislatura, dove è stata membro della Giunta per le autorizzazioni a procedere, del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa e della II Commissione giustizia.
Nel 2008 è stata riconfermata alla Camera dei Deputati nella circoscrizione Lombardia II nelle liste del Popolo della Libertà per la XVI legislatura ed è stata nominata ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca scientifica nel IV Governo Berlusconi.

Scusate ancora una domanda: Se foste il nuovo presidente del Consiglio prendereste in seria considerazione una Riforma Agraria scritta da un astronauta? Una riforma religiosa scritta da un ingegnere? Una riforma economica scritta da un artista?
Senza nulla togliere alla Gelmini, ma le sue competenze in materia dove sono? Che esempio ci lascia una persona che Riforma la scuola e che sembra non avere mai avuto nulla a che fare con questa (se non per la sua formazione)? Il messaggio lanciato è il seguente: PER RIFORMARE LA SCUOLA NON è NECESSARIO UN PENSIERO FILOSOFICO, PEDAGOGICO. Può farlo chiunque, basta che sappia fare “di calcolo”. Occorre saper contare, questo sì! Soldi, si parla di soldi. L'educazione è secondaria. Il caso della Gelmini non è il primo.
Quindi i punti caldi della sua Riforma vertono, tutti o quasi su un problema economico:
come togliere fondi (e risorse: umane, ad esempio) alla scuola (pubblica)? I nomi che diamo a questi tagli hanno lo stesso sapore nostalgico: maestro unico, il 5 in condotta, l'eliminazione del tempo prolungato...
Ministro Gelmini: è mai entrata negli ultimi 25 anni della sua vita (visto che ne ha 35) in una scuola elementare? Le assicuro che lo spettacolo è molto diverso da quello che ricorda: i volti dei bambini parlano di Paesi lontani, problematiche nuove, metodologie nuove. La sfida degli insegnanti è quella di ripensare la scuola perché i riferimenti che avevamo fino ad ora non bastano più, o forse sono scomparsi. Quali riferimenti ha un insegnate oggi? A che cosa può attingere per insegnare a bambini con un vissuto diverso, lingue diverse? A queste domande dovrebbe rispondere la sua Riforma! Invece, sembra mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi. Vuole far studiare la Costituzione...ben venga, ottima idea. Ma a chi la sta facendo studiare, se lo è mai chiesto? Il terreno di lavoro, i soggetti coinvolti nella dinamica scolastica li conosce? Come se ne occupa nella sua riforma? Apparentemente non se ne occupa, o forse non riesco a capire bene come l'eliminazione del tempo prolungato, il ritorno al maestro unico, il 5 in condotta, i finanziamenti alla scuola privata, lo studio della Costituzione e degli statuti regionali possano aiutare a coltivare il pensiero profondo che abita ciascuno di noi. La scuola pubblica è alla frutta, di questo eravamo più o meno consci anche prima della sua riforma. Ciò che mi chiedo è che progetto c'è dietro tutto questo. Che manovra è? Finanziare la scuola privata e tagliare sempre più fondi alla pubblica.
Che tipo di pensiero c'è dietro?
Intravedo lo spettro di una timocrazia-culturale piuttosto che di una tanto sbandierata meritocrazia!
La meritocrazia ha perso significato, inutile continuare a prendersi in giro. Lo dimostra anche il fatto che si possono fare Riforme sulla Scuola senza essere un esperto in materia!
L'obiettivo non sarà quello di screditare la scuola pubblica e metterla ancora più in difficoltà per istituire un certo tipo di scuola privata dalla quale verrà prelevata la nuova “intelligence” italiana?
Bene, che ce lo dicano però! E una cosa...vorrei sapere nel dettaglio il criterio attraverso il quale questo verrà edificato. Il denaro?
Questo è il momento per domandarsi: Qual è l'essenza della scuola e dell'educazione? Che sia andata perduta?

Sibe

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ritratto di Lucia

Rispondo all'invito di discussione circa la natura della Riforma Gelmini :) Mi scuso in anticipo se ho scritto tantissimo ma, a differenza della Gelmini, non sapevo dove tagliare! (e scusate la freddura...). Dal momento che è un argomento attuale e molto importante, ritengo che sia meglio affrontarlo approfonditamente (cercherò almeno di guidarvi evidenziando i punti chiave).

Per prima cosa, preciso la mia posizione, perché ho visto che ci sono stati fraintendimenti con le persone con cui ho discusso di questa riforma (mi riferisco soprattutto a persone con cui ho discusso all'Università). Io non mi definisco "pro-Gelmini", anche se non ho intenzione di scendere in piazza a manifestarle contro. Non è mia intenzione nemmeno evitare di prendere posizione, perché altrimenti non avrei collaborato alla creazione di Sicofante. Ho cercato di documentarmi e lo sto facendo ancora, soprattutto sulla base di questioni che sono emerse da discussioni con amici o semplicemente colleghi di Università (anche non di Bologna). Sulla base di quanto ho compreso, cercherò di spiegarvi come è maturata in me la consapevolezza di non potermi schierare né come accesa sostenitrice della Riforma Gelmini, né come agguerrita manifestante, e come ciò non sia un volersi tirare indietro dalle proprie responsabilità di cittadina italiana.

La Riforma Fioroni ha centrato e cercato di lavorare su un primo problema fondamentale della scuola italiana: detta in breve, il diploma con cui gli studenti uscivano dalla scuola non rappresentava neanche lontanamente il livello effettivo di preparazione (e si è visto non appena i debiti hanno cominciato ad incidere davvero). Ora la Riforma Gelmini ha quantomeno centrato un secondo problema fondamentale della scuola italiana, anche se di natura diversa (il che non significa che sia meno importante): la scuola non ha soldi. C'è poi da precisare che ne ha individuato un altro ancora più all'origine di questo: in tutta Italia non ci sono soldi, non solo nelle scuole .
Questo significa due cose:

1) questo problema è di carattere pratico-materiale e non pedagogico... il che non significa togliere valore all'aspetto pedagogico, ma semplicemente dover far fronte anche ad un fatto che purtroppo è reale e la realtà pratica incide molto anche sull'aspetto pedagogico, filosofico o più generalmente culturale della scuola;
2) la soluzione dovrà essere per forza pratica e, in un certo senso, "aziendale". Come discutevo con alcune persone, quando si parla di soldi anche la scuola va purtroppo pensata come un'azienda e la questione "soldi" non può essere accantonata a cuor leggero finché è un problema reale: non sarà nobile, non sarà filosofico, ma purtroppo (e lo ripeto: purtroppo!) è un problema reale con un suo terribile peso. (Non fraintendetemi quando paragono la scuola ad un'azienda: è un paragone che non ha nulla a che fare con l'idea di educazione, ma solo con gli aspetti pratici necessari per consentire poi educazione, istruzione e ricerca). Se un'azienda sta fallendo per mancanza di soldi, la prima cosa da fare è tagliare, in modo che le uscite non superino le entrate, giusto? Ecco, la struttura del sistema scolastico (la struttura, non l'essenza!) funziona esattamente allo stesso modo. I soldi in entrata non ci sono, o sono troppo scarsi, mentre quelli in uscita aumentano. Se la maggior parte dei finanziamenti scolastici finiscono in stipendi, come ho capito, e solo una misera percentuale rimasta può essere spesa in tutto il resto (ricerca, laboratori, corsi di recupero, restauri, immobile...), è inevitabile che si arrivi a tagliare. Con questo non intendo dire che sia una scelta piacevole, dico solo che è diventata inevitabile, poiché finora non sono stati presi seri provvedimenti a riguardo e quindi il Ministro (così come qualsiasi altra persona che si fosse trovata al suo posto) si è trovata davanti ad una situazione già disperata. La soluzione che ha proposto a riguardo (e che ha elaborato con dei consulenti, poiché nessuno è umanamente in grado di fare una riforma senza consultare qualche esperto nei vari settori toccati, che sono tanti!) è quella che viene contestata in piazza e che conosciamo. Con tutto il rispetto per i seri manifestanti (e ci tengo a sottolineare l'aggettivo "seri" proprio per rispetto verso di loro), vorrei chiedere loro: quali alternative abbiamo oltre a questa riforma? E parlo di alternative attuabili , perché le alternative utopistiche purtroppo non ci portano lontano.

Cercherò di spiegarvi perché premo tanto sulle "proposte alternative attuabili".
Come dicevo, il problema dei finanziamenti, per quanto poco romantico, è un problema reale e ben precedente alla Riforma Gelmini, perciò:
1) I soldi non possono essere presi facilmente da altre parti, perché non ci sono soldi in Italia. Sempre dalle numerose discussioni che sto affrontando in questo periodo, è emerso che i finanziamenti che dovevano andare alle scuole sono stati impiegati in altri campi... questo naturalmente mi lasciava un po' perplessa! Così ho chiesto spiegazioni e a quanto pare si tratta, e non si tratta allo stesso tempo, di "manini". Ora vi spiego. Non essendoci soldi in Italia, la politica che è stata applicata per anni è questa: ci sono per esempio problemi con l'Alitalia? Prendiamo i soldi dal fondo pensioni e li mettiamo lì. Ora ci sono i buchi e le proteste nel fondo pensioni? Prendiamo i fondi scolastici e tappiamo quel buco, ma naturalmente non si tratta di una vera soluzione: si tratta piuttosto di spostare il problema da un settore all'altro, in modo alternato, e in questo caso a rimanere senza soldi è stata per esempio l'istituzione scolastica. Questa è la prova che i soldi che tanto necessitiamo non ci sono in tutta Italia. Per questo motivo non si può risolvere un problema "locale" togliendo i fondi da un'altra parte, ma va avviata una politica di risparmio (e la Gelmini la avvierà nel settore che le è stato affidato). Era poi quello che intendeva fare Prodi, che aveva capito al volo il problema fondamentale italiano: prima di investire, dobbiamo risparmiare per saldare il debito pubblico, altrimenti con che cosa investiamo? I soldi in Italia non ci sono!!! Il nostro debito pubblico è qualcosa di angosciante! Dobbiamo risparmiare.
Sarà un lavoro scomodo, necessiterà di un sacco di tempo, ma prima o poi dovrà essere fatto e più aspetteremo più si presenteranno problemi e soluzioni anche più drastiche della Riforma Gelmini (a meno che il cielo non cominci a far piovere soldi proprio sull'Italia).
2) Indubbiamente devono essere state avanzate proposte diverse e alternative a quelle decise dal Ministro, in questa occasione o negli anni passati. Sarebbe molto interessante e forse anche utile poterle raccoglierle (e pubblicare?) per farsi un'idea migliore di come ci si può muovere alternativamente. C'è tuttavia un fattore importante da sottolineare per non sopravvalutare più del necessario tutte queste proposte alternative: deduco che siano tutte proposte e soluzioni "locali". Mi spiego meglio. La Riforma si deve giostrare su un campo vastissimo e non deve risolvere solo un problema singolo che non ha poi influenza su altri fattori scolastici o extra-scolastici. Se anche viene avanzata una buona proposta per evitare i tagli, non è detto che questa proposta, ad esempio quella di prendere i soldi da un altro determinato settore, si concili con le esigenze che richiede quel settore coinvolto. Forse non si concilierebbe nemmeno con una seconda proposta avanzata per risolvere un secondo problema scolastico, ad esempio un problema più pedagogico. La Riforma scolastica deve potersi muovere su tutti i campi (pedagogia, questioni pratiche e burocratiche, strutture, altri settori coinvolti, debito pubblico allucinante) e trovare un compromesso tra tutti questi: per questo motivo la soluzione finale non può essere sempre perfetta o elegante, ma anzi si rivela qualcosa di assai complesso, poco piacevole e con risultati in là nel tempo, soprattutto in un paese disastrato come l'Italia.

Spero che non vi limitiate ad etichettarmi come "pro-Gelmini", perché non corrisponderebbe alla verità e sarebbe una visione molto limitata del mio attuale pensiero. Se non ho intenzione di scendere in piazza a protestare è per due ragioni:
1) Non condivido il metodo: bloccare la didattica (parlo dell'occupazione) danneggia principalmente noi stessi e non credo che sortisca più l'effetto che poteva fare una volta, poiché ormai è divenuta più un'abitudine che altro.
2) Oltre alla Riforma Gelmini, quale altra alternativa ho a disposizione per compiere la scelta? La situazione attuale? Direi che non è allettante, poiché è stata proprio la situazione attuale (che è rimasta identica per anni) ad aver portato a soluzioni drastiche come quella dei tagli (ripeto che si tratta di soluzioni non belle, ma per ora inevitabili). Se ci fosse un'altra Riforma meno drastica (e attuabile!), l'appoggerei più che volentieri, ma non ho purtroppo la possibilità di compiere questa scelta. E lasciare le cose così come stanno, senza riformare, porterà solo ad un ulteriore deterioramento e a soluzioni future ancora più drastiche.

Dunque, quali sono le alternative? E non mi riferisco solo a proposte riformatrici (che richiedono un po' di tempo per idearle e valutarle), ma anche a quali prospettive ci aspetteranno se la Riforma Gelmini non verrà attuata, poiché resterà lì presente il grande problema finanziario che non possiamo trascurare, essendo la scuola, inevitabilmente, un ente con necessità materiali, oltre che "spirituali". Insomma, la scuola purtroppo non è solo una questione di "essenza educativa", ma anche di problemi puramente materiali e pratici che non possono essere sottovalutati e che quando sono a lungo trascurati, com'è successo in questi anni, non sono facilmente risolvibili con soluzioni eleganti.

Aspetto la vostra opinione a riguardo! :)

P.S. Se l'astronauta mi propone una riforma agraria valida, sinceramente l'accetto e non mi preoccupo di quali licenze o lauree possa avere l'ideatore, perché ciò che devo valutare è la proposta di riforma, non la persona che l'ha attuata (comunque comprendo che sia inevitabile partire un po' prevenuti in questi casi...).

ritratto di Atoshi

Comprendo il tuo atteggiamento riflessivo.
Quando si alza l'onda di qualsiasi protesta le ragioni perdono mordente e resta solo lo schierarsi o meno da una parte. Credo che questa riforma sia in realtà un collegato finanziario ideato da Tremonti. Fatico a chiamarla "riforma" e fatico a riconoscere in figure come la Gelmini e la Carfagna dei Ministri: non ne hanno né la statura né la preparazione. La riforma è una visione complessiva, che magari contempla anche l'aspetto economico ma non solo, perché allora non è una visione complessiva ma particolareggiata. Contrariamente ad esempio a quanto ideato a suo tempo dalla Moratti, quella infatti era una riforma anche con contenuti di carattere economico oltre che educativo.
I quattrini sono finiti ed anche questa è un'evidenza.
Però Lucia chiediti come mai i quattrini sono drammaticamente finiti. Dove sono stati spesi? Le politiche di contenimento del debito ti paiono coerentemente affrontate da chi ci governa? La soluzione della vicenda Alitalia quale esborso prevede per i cittadini? La recente crisi bancaria e le soluzioni ideate per tamponare i debiti degli istituti di credito a carico dello stato, da chi saranno sostenute alla fine? Chi pagherà? Tu ed i tuoi futuri figli, ecco chi pagherà. Le opere pubbliche perfettamente inutili e mostruosamente dispendiose, come il ponte sullo stretto di Messina, sono ora una priorità? O semplicemente si vanno a prendere i soldi dove non alberga il proprio elettorato ed i propri interessi (vedi alla voce italcementi per "le grandi opere"). La Sanità è forse messa diversamente dalla scuola? E le tasse... Si fanno serie politiche di recupero della mostruosa evasione fiscale? E la reintroduzione del nucleare? E'talmente costoso che inizia a rendere 50 anni dopo la costruzione di una centrale e comporta rischi che ben conosciamo. E l'assenza di politiche energetiche alternative? Con la germania che sfrutta di più il fotovoltaico dell'Italia. Oppure interventi di contenimento e risparmio finanziario su Sanità e infrastrutture ed una seria lotta all'evasione toccano l'elettorato di centro destra? E l'attuale cassa integrazione FIAT chi la paga? E i 140 milioni di euro stanziati per il Comune di Catania in bancarotta (4100 dipendenti!!!)? Ti ricordo che l'ex sindaco, disgraziato bancarottiere del comune Siciliano, non è niente meno che uno dei medici di Berlusconi. Troppo lunga diventerebbe la lista di possibili domande, per cui mi fermo, senza prima precisare che anche il centrosinistra ha pesanti responsabilità in proposito (ad esempio la “vendita” a Colaninno di Telecom a suo tempo, che, guarda guarda, è ora a capo della cordata che ha comprato Alitalia).

Ma il male fatto altrove non giustifica il reiterarsi di un male interno alla scuola, di questo ti rendo atto.

La scuola su un piano economico può essere governata in termini aziendali o si tratta di un investimento per una produttività (anche economica) futura? E lo stesso dicasi per la ricerca che spesso ingoia soldi non restituendo nulla. Allora si deve inevitabilmente tagliare la ricerca là dove non produce rientro economico?

Tagli nella scuola? Tagli di docenti? Criteri meritocratici? Aggiornamenti obbligatori? Verifica periodica delle competenze? Criteri di assunzione in base al curriculo personale? Perché no. Ma con quale criterio? Il criterio del risparmio? Non è un buon criterio Lucia. Per lo stesso motivo i migliori ricercatori Italiani li trovi nelle Università americane, dai fisici ai filosofi.....Ma la Gelmini non sa uscire da un piano superficialmente mediatico (quella è del resto l'unica sua capacità evidente, come per la povera Carfagna) e quindi non è in grado di elaborare uno straccio di criterio meritocratico o selettivo del corpo docente. Senza criteri si taglia un arto, ma magari invece di eliminare la parte infetta si amputa la parte sana. Purtroppo è proprio quello che sta accadendo.

Non ho in tasca alternative attuabili, mi mancano le competenze. Se mi viene qualche idea te la rilancio volentieri, tu fai altrettanto e te sarò grato.

a presto
Atoshi

Grazie Lucia per il tuo interessante contributo,
e posso assicurarti che è molto stimolante poter continuare la discussione sulle tue precise osservazioni. La cosa che reputo centrale del tuo intervento è l'attenzione posta sul denaro mancante (in Italia e inevitabilmente in ogni settore). Vero, in Italia non ci sono soldi. Permettimi però una domanda: rispetto a cosa? Quanti dovrebbero essere questi "soldi" per migliorare filosoficamente e pedagogicamente la scuola?
A me sembra, e dico sembra perché potrei sbagliare che questo non sia il vero problema piuttosto il capro espiatorio.
Torno alle tue argomentazioni: tu dici che se mancano i soldi è assolutamente normale operare dei tagli. Concordo, il punto però è il DOVE OPERIAMO QUESTI TAGLI.
Se fossi un Ministro serio:
1) MI RIDURREI LO STIPENDIO
2) CHIEDEREI AI MIEI COLLEGHI DI FARE LO STESSO
3) NON DAREI SOLDI ALLA SCUOLA PRIVATA CHE è GIà PER SUA NATURA ben pagata (da chi la frequenta)!!

Quanto prende di stipendio la Gelmini? I suoi colleghi? I signori che sono al governo(tutti)?

Quello che tento di dire è che il fatto che una riforma scolastica si basi solo esclusivamente su Numeri lascia a dir poco sconcertati quando poi di quei numeri non si interessano i signori governanti e colleghi. Non è questione di partito, piuttosto di furbizia. Forse questo in Italia è irrealizzabile: che i signori governanti si abbassino lo stipendio in segno di rispetto verso la scuola e le problematiche italiane?

I tagli vengono operati nei punti nevralgici della cultura di questo Paese, per questo mi chiedo che progetto c'è dietro! Forse non c'è, non c'è nessuna pianificazione! Sarebbe ancora più sconcertante!

Questa sera non sono andata a nessuna Notte Bianca, sinceramente non vedo nemmeno il nesso con una riflessione sulla Riforma, ma posso dire di non essere tranquilla nel pensare che piano piano sta passando l'idea che per la Cultura e per la formazione del nostro pensiero critico si normale non fare più nessuno sforzo nel nostro Paese.

ritratto di Roberta

Se ciò che ha ispirato il provvedimento è fondamentalmente la mancanza di soldi, che venga detto chiaramente e non lo si camuffi da "riforma". Una delle cose che più mi irritano è la comunicazione demagogica, in cui questo governo eccelle: hanno comiciato con il grembiule e il voto di condotta, nascondendo accuratamente il succo della questione, e per molti la Gelmini è ancora quella brava signora che vuole riportare la scuola alla serierà dei "bei tempi". Premetto che all'inizio sono stata anch'io favorevolmente colpita dalla reintroduzione del valore al voto di condotta, quindi non sono partita prevenuta contro la riforma. Ma se il problema è solo risparmiare, non prendeteci in giro con slogan del tipo "meno insegnanti ma pagati meglio". E non fate circolare notizie fuorvianti, come quella che il 97% delle risorse della pubblica istruzione va in stipendi: quella percentuale non si riferisce alla torta intera, ma a ciò che è rimasto della torta dopo tutte le decurtazioni possibili fatte negli ultimi anni (anche dalla sinistra). Insomma si è partiti da una mela e si è rimasti col torsolo, il 97% si riferisce al torsolo. E' vero Lucia che in italia non ci sono soldi, ma prima di arrivare a tagliare in modo così drastico una risorsa fondamentale come la scuola, forse ci sarebbe qualche alternativa. Ad esempio non dare fondi alle scuole private: è assurdo tagliare alla scuola pubblica per dare alle scuole private, è un controsenso. Oppure non raddoppiare le ore di religione, come invece si farà. E poi una lunga serie di provvedimenti, a partire dagli stipendi del governo (non dico di ridurli, ma almeno di non aumentarli - cosa che regolarmente succede, e per quello i fondi si trovano sempre). Oppure controllare seriamente l'evasione fiscale come dice Enrico, e cominciare a tagliare gli sprechi nelle pubbliche amministrazioni, come i soldi spesi per consulenze assurde ed improbabili nei comuni. Non sono un tecnico e non so andare più nello specifico, ma queste sono cose a cui arriva una qualunque persona di buon senso. Poi tagliamo anche nella scuola, certo, ma in modo oculato e soprattutto adeguato alle esigenze della scuola. Per concludere: ammettiamo pure che un astronauta riesca a fare una buona riforma agraria, per quanto improbabile: se è davvero buona, ok. Ma se non lo è, deve avere l'umiltà di uscire dalla tuta e sporcarsi le mani con chi lavora la terra. La Gelmini avrà anche avuto dei consulenti, ma non in ambito educativo, ti assicuro, è troppo evidente e nessuna associazione di insegnanti, nessun esperto, hanno avuto voce in capitolo. Io dubito fortemente che oggi sia possibile mettere mano alla scuola a prescindere dall'ascolto di chi ci lavora (a meno che non inetressi solo risparmiare): lo prova il fatto che sento costantemente dire da persone di 40 o 50 anni "ma io con il maestro unico mi sono trovato benissimo!", e questa credimi è davvero un'ingenuità che forse può permettersi l'uomo della strada, non un ministro.

ritratto di Lucia

Per prima cosa vi ringrazio tantissimo per le risposte accuratamente argomentate: sembrerà banale, ma davvero sono ancora veramente poche le persone che mi hanno risposto senza cadere in semplici luoghi comuni campati per aria e detti per dire... e soprattutto mi etichettavano tutti come "pro-gelmini" semplicemente perché cercavo di ragionarci su da entrambe le parti.
Ringrazio poi Atoshi per avermi rilanciato un'altra domanda importante: come mai sono finiti i soldi? Dove sono finiti? (Cercherò di documentarmi maggiormente anche su questo). Ero così preoccupata dal fatto che non trovavo alternative attuabili (considerando anche lo scarso senso di appartenenza ad uno Stato che hanno gli italiani, quindi zero collaborazione o iniziativa personale a favore dell'Italia... l'Italia di chi? Nostra quando dobbiamo dire NO, di nessuno quando c'è da fare un po' di fatica per senso del dovere), che non mi ero posta questa domanda ancora più originaria. Forse vengo sempre scambiata per una pro-Gelmini anche perché sembra che l'altra unica alternativa possibile sia essere una manifestante da notte bianca (forma di manifestazione a cui sono totalmente contraria).
Ieri sono rimasta perplessa leggendo un articolo di Repubblica (fonte: http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/scuola_e_universita/servizi/uni... ) in cui si parlava delle varie manifestazioni in tutta Italia. Ciò che mi ha lasciata perplessa è questo punto:
All'appello lanciato dall"Assemblea genitori e insegnanti' hanno risposto diverse decine di scuole, elementari e medie, circoli e istituti comprensivi. Tante le iniziative in programma: si va dai laboratori artistici con clown e trampolieri alle danze afro. Ci saranno pure fiaccolate e mangiate di pizza e castagne. Diversi i cortei da un istituto all'altro con accompagnamento di bande e percussioni. Anche la provincia si mobilita con assemblee in vari centri.

Ma... state protestando (voi generico) per la drammatica situazione italiana (per il problema economico italiano o per la riforma) e vi mettete a fare danze, balli e spettacoli da clown? Ma ragazzi non sarebbe il caso di sfruttare tutto quel tempo per cercare proposte alternative? Se fossi la Gelmini nemmeno io vi ascolterei! Voglio dire, è facile dire di no e mettersi a ballare... ma i problemi poi come li risolviamo? La Riforma Gelmini crea più danni che risultati positivi? Ok, diciamo che sta così... ma poi? Che si fa?

Mi sono tranquillizzata oggi leggendo, sempre su Repubblica, che qualcuno a Roma la pensa come me a questo proposito ( http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/scuola_e_universita/servizi/uni... ).

"Sono al fianco degli studenti, ma la Protesta di per sè non risolve il problema, dobbiamo fare proposte concrete al governo per imporre un confronto", ha affermato prendendo la parola il preside di medicina e rettore in carica dal prossimo 31 ottobre, Luigi Frati. "La mobilitazione che c'è in tutta Italia, comunque - ha detto Frati - imporrà una riflessione al governo a cui penso vada presentata una piattaforma di proposte". Secondo il futuro rettore, infatti, "bloccare le lezioni per un giorno non serve, bloccarle a lungo danneggia i ragazzi e comunque sono decisioni che vanno prese in modo collegiale, non decide uno solo".

Ecco, direi che il preside di medicina Luigi Frati abbia centrato il mio punto di vista. Una soluzione al problema è necessaria, quindi diamoci da fare. So che nemmeno io ho in mano delle proposte alternative (anche se, nel mio piccolo, giuro che ci sto pensando quasi continuamente -di questi tempi è poi difficile pensare ad altro-), tuttavia penso che sia importante anche far capire questo secondo passaggio alla gente -ed è quello che sto cercando di far capire ai miei amici- e creare davvero luoghi e momenti di discussione e proposte.
Quindi:
1) far capire che dire semplicemente di "no" non è sufficiente.
2) creare le condizioni per avviare un'effettiva discussione (e un'occupazione raramente è una di queste condizioni: canne, bivacchi, iniziative e autogestioni inutili puntate su danze e cineforum fuori tema, un paio di persone che incitano il popolo alla rivolta prendendolo per la pancia e non per la testa, e zero discussione).
3) avviare le discussioni e raccogliere le proposte.

Qualcuno di voi sta manifestando, in qualche modo, in questi giorni? C'è modo di far arrivare questo messaggio?
(Io ci provo proponendolo sempre ai singoli, con cui in genere è più facile parlare, ma nel complesso trovo davvero poca disposizione a partecipare... "No, così non va bene" "Allora cosa potremmo fare?" "Ah boh non so, non spetta a me pensarci": siamo proprio italiani fino in fondo!).
Conoscete persone che si muovono o sanno muoversi un minimo in campo economico e che sappiano darci un ragguaglio in questo settore? Chiedo a voi perché io per lo più conosco persone di vent'anni e che quindi sono solo all'inizio degli studi universitari, anche qualora siano iscritti alla facoltà di Economia... insomma, nessun esperto in materia con un minimo di esperienza.

Anch'io sono contraria al blocco della didattica (che all'università comunque non c'è stato). Condivido poi l'enfasi messa da Lucia sulle necessità del "fare", contrapposto a una sterile opposizione; tuttavia ricordo che c'è una diversità di ruoli tra gli studenti e i politici.

La capacità propositiva di una persona è commisurata alle sue competenze: in un ambito complesso come quello dell'economia di uno Stato, non saranno certo gli studenti a trovare "soluzioni" globali: casomai, hanno - come ogni cittadino - il ruolo di
1) Segnalare problematiche;
2) Richiamare chi di dovere (i politici) a risolverli, qualora non lo facciano adeguatamente;
3) Promuovere l'informazione e la coscienza politica negli altri cittadini.

ritratto di Milo

Allora, se questa riforma intende togliere fondi alla scuola pubblica e darli invece alla scuola privata, la legge è incostituzionale. Infatti una parte dell'art. 33 della Costituzione Italiana, che parla appunto dell'istruzione e della ricerca, recita: "[...] Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. [...]" Senza oneri per lo Stato, capito? Cioè, visto che gli enti privati sono tali e per sostenersi economicamente devono competere sul mercato che si creano o in cui partecipano, lo Stato non li finanzia. Punto.

In Italia mancano i soldi? Vero, verissimo, ma non è una questione di sistema, il sistema è secondario: è una questione di uomini. In teoria, qualunque sistema sarebbe perfetto se... al comando ci fossero uomini onesti. Perché sarà anche vero che noi siamo frutto del sistema (la sociologia insegna) e della cultura (e l'antropologia pure) ma siamo anche soggetti, e non solo oggetti, di tale sistema. Ergo, gli uomini nascono e crescono dentro un sistema/cultura e ne sono inevitabilmente influenzati, ma se il sistema è orribile o malfunzionante ed essi lo nutrono pur sapendolo, tali uomini non sono innocenti. Prima l'uomo in quanto cosciente del sistema e della formazione che questo gli ha dato, poi il sistema (già pensato, giammai pensante) che può funzionare solo grazie all'uomo. Quindi occorre cambiare gli uomini, solo così cambierà il sistema: perché il sistema in sé non esiste, esiste se ci sono gli uomini che lo sostengono.
I politici non bisogna convincerli, ma cambiarli, sostituirli proprio. Costoro sono dei sincerissimi ladri e imbroglioni, vogliono farlo... altrimenti non sarebbero stati membri della P2, del Gladio, del SISMI corrotto dalla CIA, del PCI corrotto dal KGB, del Bildemberg, della Commissione Europea che ti multa se i pisellini in scatola superano di 1 mm il diametro imposto dalla legge e ti fa buttare il latte nel fiume. Quindi si possono cambiare questi uomini? ...

Mancano i soldi? Bene: radiamo al suolo la mafia. Non ci sarebbe problema: la politica è estremamente facile, ragazzi, perché in politica non si può e non si deve mettere d'accordo tutti. Se non si rade al suolo la mafia è perché si vuole accontentare anch'essa. Basterebbe mettere il coprifuoco per un annetto e andare a stanare anche i più piccoli maraglietti estorsori, senza bisogno di dire ai pentiti "Le dispiacerebbe parlare, signore?", ma obbligarli a parlare. Perché il prefetto Cesare Mori rase al suolo la mafia nel giro di 2-3 anni? Perché, se sapeva che "nella zona" c'erano i mafiosi e gli abitanti non denunciavano nulla (vi ricordate a Napoli quando "il popolo" lanciò i sassi dalle finestre contro i carabinieri che andarono ad arrestare un guaglioncello narcotrafficante?!) semplicemente lui ti bruciava il campo, il negozio, la casa, la stalla... tanto lo farebbe anche la mafia (e infatti lo fa!), quindi che ti cambia?? Tutti denunciavano la mafia, che ritornò nel dopoguerra perché i boss erano fuggiti in USA. E infatti era soprannominato "il prefetto di ferro", ma guarda un po' chissà perché?!
Mancano i soldi? Bene: rinazionalizziamo le strutture ex-pubbliche (trasporti, banche, energia, gasdotti, l'acqua - perché a Firenze l'hanna già privatizzata) senza che i sindacati mettano becco, semplificando la burocrazia e assumento solo quanto serve, e secondo concorso. Tutti hanno diritto al lavoro, recita la Costituzione? Un'operazione del genere non è anticostituzionale: lo Stato non è obbligato a offrirlo, è obbligato a non intralciare le iniziative commerciali e industriali private in maniera arbitraria.
Mancano i soldi? Bene: decidiamo che i politici non possono fondare, presiedere né associarsi in associazioni culturali, altrimenti nasceranno milioni di Associazioni ItalianiEuropei (D'Alema) che succhieranno i soldi allo Stato.
Mancano i soldi? Bene: i giornali e le tv private e di partito non verranno finanziati più dallo Stato. Ovviamente moriranno tutte le microscopiche tv come Telesalerno o giornaletti come La voce del Sannio, e l'ordine dei giornalisti scalpiterà, ma chissenefrega: lo Stato non è obbligato ad offrire lavoro, non deve intralciarlo quindi se sono privati che agiscano come tali. Ma lo sapete che in Italia ci sono più tv che in ogni paese del mondo proprio per questo motivo? Vi sembra normale?
Mancano i soldi? Bene: ricreiamo la base materiale per la creazione della moneta, ovvero rimettiamo al Ministero del Tesoro tutto l'oro che troviamo in giro e su quel valore reale stampiamo moneta a valore nominale che lo rappresenti almeno per l'uso interno al paese (prima di Nixon i ministeri del tesoro servivano a questo).
Mancano i soldi? Cominciamo più che a creare infrastrutture, a ripararle perché ce ne sono già abbastanza, così stipendiamo la massa operaia in cui confluiranno anche gli eventuali sfollati statali e i galeotti che poi avranno potere d'acquisto.
Mancano i soldi? Smettiamola di fare guerre inutili, regaliamo un campo di pochi ettari ai disoccupati in modo che lo coltivino e vendano il cibo ai mercati rionali, magari confiscando il terreno delle superville abusive sparse per le coste, creiamo un unico corpo di polizia (perché esistono Polizia e Carabinieri, se svolgono lo stesso ruolo? un motivo c'è ma è mafioso), facciamo andare i piccoli comuni montani a energia alternativa (in provincia di Bolzano l'energia dei microcomuni è data dalla... combustione dei truccioli e dai resti della pulizia forestale!!!!), togliamo le provincie, smettiamo di sobbarcarci la spesa delle innumerevoli basi militari USA sparse sul nostro territorio...

Ce ne sarebbero di modi per raccattare su i soldi... il problema è se si vuole farlo per davvero. La verità è che ci vogliono ignoranti e immorali così potranno raccattare di più, anzi così un domani noi saremo i loro eredi.

ritratto di Atoshi

Milo sei un vecchio autarchico che vuole spezzare le reni alla Grecia, ma attento che a Mussolini è andata male e si è ritrovato lui piegato in due.....A radere al suolo la mafia alcuni martiri ci hanno provato. Si chiamavano , Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino, Italiani poco Italiani, lasciati soli allo sbaraglio, anzi spiati e sabotati (dove è finita la famosa agenda del povero Borsellino?). La mafia è lì viva e vegeta ad aspettare appalti a partire dal famoso "ponte sullo stretto" e loro sono al campo santo a marcire. Nelle scuole nel frattempo non si insegna nemmeno la loro storia, così i più giovani non sanno nemmeno chi erano e la memoria delle loro gesta si perderà in fretta (....). I metodi del Prefetto di ferro non sono semplicemente da stato democratico (sai cosa gli frega ad un boss di una stalla bruciata se in viaggio c'è un container di roba? I tempi sono cambiati Milo) e credimi i provvedimenti utilizzati da Dalla Chiesa per le BR (stroncate dal Generale) erano e sono più che sufficienti anche per la mafia. Il problema è farne un uso efficace, oculato e determinato. Non pagliacciate alla La Puzza-Marone, da gran varietà belle pronte per il tg di Gianna Rotta , con i soldatini in tuta mimetica per le vie di Casal di Principe ed i camorristi tranquilli e beati. Le faccende che elenchi gli attuali governanti ed "oppositori" NON vogliono farle. I quattrini nel frattempo convergono nelle saccoccie dei soliti quattro gatti: Ligresti, Caltagirone, Tronchetti, i Moratti, Geronzi, Colaninno, le Coop e gli Agnelli a cui almeno riconosco il merito di dar lavoro a molte persone. E' una cricca oligarchica che manovra per la propria sopravvivenza e basta. E poi? E poi Milo ci siamo noi cittadini. Consumatori incalliti di tonnellate e tonnellate di coca, dai giovanotti discotecomani ai papà in cerca di avventure. Qualcuno dovrà occuparsene di questa copiosa domanda no? La mafia. Noi in cerca di raccomandazioni e regalie del potentello di turno, noi che non abbiamo per niente la mentalità sassone dei Bolzanini ed un condominio sulla spiaggia ci va anche bene, come un sacco di monnezza nel primo fossato che capita, noi che sul treno facciamo a pezzi le carrozze perché la squadra vatellapesca di turno ha perso, noi che votiamo e sosteniamo come non mai proprio gli uomini che tu vuoi mandare a casa. Milo il bubbone non è lontano ma davanti a te, Bugiardoni, D'ilania, Verdoni e Casparri, Casino e Puffaro, la MariaStalla o la Cagnarfa, PecorinaScanio e Putridotti, Pennella e Buondì, Bosso e Marone,Panpeschini e Santapereppepé, sono solo le caricature, "il concentrato" di quel che noi siamo. La palude Milo è più grande di quel che pensi, ed il consenso agli uomini che vuoi sostituire è granitico (http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=87251).

ritratto di Lucia

Milo il bubbone non è lontano ma davanti a te, Bugiardoni, D'ilania, Verdoni e Casparri, Casino e Puffaro, la MariaStalla o la Cagnarfa, PecorinaScanio e Putridotti, Pennella e Buondì, Bosso e Marone,Panpeschini e Santapereppepé, sono solo le caricature, "il concentrato" di quel che noi siamo.

Purtroppo mi ritrovo a condividere pienamente. Dico "purtroppo" perché sarebbe bello se si potesse dar sempre la colpa agli altri, magari a quelli che stanno al governo, senza ricordare che non sono poi tanto diversi da "noi", poiché il potere che hanno ottenuto durante la scalata politica e sociale ha solo amplificato lo spirito italiano che con noi condividono, chi più, chi meno.

Rilancio anche qui una domanda che ho posto ad Atoshi sul mio blog: avanzare proposte alternative alla riforma concentrate a risolvere il portabandiera difensivo della Gelmini ("c'è anche un problema economico/finanziario da risolvere") non sarebbe il modo migliore per costringerla ad avviare quantomeno una discussione? Non sarebbe obbligata a farlo per non risultare sospettosamente fissata con il suo progetto? Una volta trovato un motivo universalmente valido (le proposte alternative) per riavviare la discussione, non avremo di conseguenza la possibilità di curare anche l'aspetto educativo che vogliamo difendere?

Non sarà anche la prova di un cambiamento interiore nel popolo italiano, finalmente disposto, consapevolmente, a ricoprire un ruolo attivo e di collaborazione per il futuro del Paese?

Se verrà correttamente* sconfitta proprio nel suo cavallo di battaglia (il problema economico), la Gelmini dovrà per forza riaprire il dialogo per non dimostrare pubblicamente eventuali loschi piani dietro a tutta la riforma...

*ho precisato "correttamente" perché avanzare proposte non è contro la legge, non limita diritti altrui, non impone nulla se non il diritto alla libertà di parola e rivendica il ruolo attivo del cittadino italiano che, al di là della sua occupazione, può avere voce in capitolo circa il futuro proprio e del Paese nel limite in cui lo faccia con serietà, rispetto, argomentazione e valide proposte alternative... uno studente, per esempio, potrebbe non avere le conoscenze necessarie per avanzare una proposta perfetta, ma l'idea di base potrebbe essere comunque buona ed essere presa in considerazione come alternativa su cui lavorare successivamente con gli specialisti. Oltretutto non siamo solo studenti: ci sono anche docenti, ricercatori, presidi, genitori (con le più svariate occupazioni) che possono dare un contributo ancora maggiore, sistemando i punti che trovano indubbiamente inaccettabili o non attuabili... insomma, pur non essendo specialisti nel settore, abbiamo comunque la capacità di pensare e ciò non esclude che si possano trovare delle soluzioni (oltretutto sarebbe già un buon risultato, e forse anche più fattibile, iniziare solo con il sistemare o limitare alcuni aspetti della riforma, senza avanzare un'intera riforma alternativa che richiederebbe tempo che probabilmente non abbiamo e forse troppe conoscenze indispensabili e specialistiche, come diceva Airali. Penso però che sarebbe, appunto, già un inizio e un inizio realizzabile quello di trovare un buon compromesso con la riforma attuale in modo da riavviare questo dialogo, questa discussione in cui si potrà poi lavorare su tutti i punti che riteniamo nodali).
Esempio pratico circa il fatto che un'idea base buona può averla anche chi non è specializzato: sono una persona qualunque, ma ho un'idea per il soggetto di un film; butto giù solo una bozza di sceneggiatura perché non so scriverla; la propongo ad un regista; se questo regista trova l'idea base -il soggetto- buona, ci pensa poi lui a trovare uno sceneggiatore che sistemi la sceneggiatura, spiegando dove va sistemata, cambiata o rafforzata, e consulenti specifici per affrontare i vari campi che il soggetto tocca, per esempio un'eventuale ricostruzione storica o una scena che necessita di conoscenze mediche.
Certo, la riforma non è il soggetto di un film, ma ritengo che il concetto base sia lo stesso... le buone idee possono averle solo gli specialisti, o chiunque con la capacità di pensare? Forse si tratterà di idee ancora grezze, ma se sono buone ci pensa poi lo specialista a farne uscire un lavoro raffinato o semplicemente attuabile...

ritratto di Milo

x Atoshi sulla mafia- Se la gente comune è complice del malaffare col suo silenzio, per farla parlare onde trovare le prime tracce di una pista, si può benissimo ancora proletarizzarle radendogli al suolo la casa alla 2° volta che glielo chiedi. L'unica differenza è che una volta non esistevano le intercettazioni telefoniche (non esistevano i telefoni nelle case della gente comune), e quello era pressoché il metodo quotidiano per scovarli.

Comunque, per ritornare alla riforma... ci sono sempre più bambini e ragazzini problematici (iperattivi, precocemente sessualizzati, razzistelli, maraglietti, fumatori) rispetto a prima, per vari motivi imputabili generalmente alla cultura in cui siamo immersi. Ok, bisognerebbe cambiare l'intero sistema, ecc... Ma se vengono tagliati i fondi alle elementari, che effettivamente sono il nostro fiore all'occhiello (forse l'unico nel sistema educativo), questo problema si manifesterà in maniera ancora più forte, soprattutto nella fase delle medie che generalmente è un vero disastro, perché pochi maestri con pochi mezzi e poco tempo non avranno più il potere di seguirli. E allora, sempre per risparmiare, il ministero farà sì che si usino i farmaci come il ritalin, che calmino questi bambini poveracci sempre più disturbati. Se fossi nato negli Stati Uniti probabilmente l'avrebbero somministrato anche a me!!! Se volete leggere cos'è il ritalin: http://it.wikipedia.org/wiki/Ritalin
E' ovvio che il ritalin fa risparmiare soldi a un sistema improduttivo come quello dell' "industria" scolastica, e fa guadagnare molto un'altra industria, quella chimico-farmaceutica.

Secondo me questo è un terreno su cui possiamo contestare la riforma.
Vado a nanna, buona notte (e viva i vecchi metodi).

ritratto di Atoshi

Si possono rimpiangere i vecchi metodi: radere al suolo case, olio di ricino, bastonate, processi beffa, torture, e altre amenità, stando dentro un sistema democratico che ti permette questo genere di rimpianti. Emerge chiaramente il fatto che non hai mai provato questi metodi sulla tua pelle o su quella dei tuoi familiari (i lividi e i soprusi intendo).

Per dare ad uno del mafioso o genericamente del delinquente occorre un regolare processo, non un'intercettazione telefonica. Il Prefetto di Ferro non mi incanta, Falcone e Borsellino sì. Quel che hai scritto mi rattrista e mostra che dai per scontato quel che non è scontato. La cosa mi fa riflettere. Se vuoi ci accapigliamo intorno al videogame a cui stai giocando o forse è meglio spostarsi dai simulacri alla realtà? Vedi tu.

ritratto di Lucia

Per Milo sulla mafia - se radi al suolo la casa di un poveretto per farlo parlare, poi la mafia magari ammazza lui e la famiglia perché ha parlato (e se anche lui non lo ammazzano, non mi stupirei se poi lui si buttasse sotto un treno per la disperazione). Quindi il poveretto in questione perderebbe casa, famiglia, amici e magari anche la vita e probabilmente nemmeno li prenderemmo i mafiosi denunciati, ma se anche riuscissimo nell'intento, quanto resterebbero in carcere? Non abbiamo nemmeno più spazio nei carceri, c'è pure questo di problema in Italia...
Cerchiamo di non generalizzare superficialmente, soprattutto quando noi non abbiamo idea di cosa significhi avere la propria vita controllata dalla mafia. Fino a che punto possiamo capire? Fino a che punto possiamo condannare un uomo perché preferisce vederti mentre gli radi al suolo la casa pur di non vedere i propri cari che gli vengono ammazzati davanti agli occhi? Oltretutto, come lo proteggi un uomo che parla? Come proteggi la sua famiglia e i suoi amici? Fino a quando li proteggi? Non dico che sia giusto restare in silenzio, dico solo che è comprensibile il loro silenzio e non mi permetterei mai di obbligarli a parlare radendogli al suolo la casa.
Credo che l'esperienza di Saviano, l'autore di Gomorra, insegni qualcosa... lui è uno dei pochi "fortunati" ad essere protetti, ma nonostante ciò...
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/camorra-3/lascio-italia...
Devi dare un valido motivo ad un uomo per mettere in gioco tutto ciò che ha (anche la propria vita), decidendo consapevolmente di coinvolgere le vite dei propri cari, e parlare... ma non saranno le minacce, deve essere una sua libera scelta, altrimenti non avrà mai la forza di affrontare le conseguenze... e ci vuole forza per cambiare (noi o le cose), ma forza d'animo non forza bruta... sconfiggiamo la mafia con metodi e minacce da mafia?

Per quanto riguarda la riforma, penso che sarebbe già tanto ottenere, al posto dei tagli indiscriminati dei fondi, dei tagli specifici nati dallo studio delle situazioni delle singole scuole e Università, in modo da evitare che molte di esse siano costrette a chiudere. A questo proposito, vorrei invitarvi alla riflessione circa i risultati tangibili che possiamo ottenere. Temo (ma è la mia personale opinione) che l'unico modo per bocciare tutta la riforma sarebbero manifestazioni e scioperi ad oltranza, ma ciò danneggerebbe prima di tutto e soprattutto noi stessi. Quindi, in particolar modo con l'attuale metodo di protesta, è davvero possibile arrivare all'abolizione della riforma senza danneggiarci eccessivamente con le nostre mani? Non è forse più probabile ottenere risultati tangibili cercando compromessi con la riforma, cercando di correggere solo alcuni aspetti (quelli più drastici)? Per esempio, come dicevo, con dei tagli specifici studiati in base alla situazione singolare di ogni scuola. Dovrebbe anche esserci più facile avanzare proposte alternative, perché come dicevamo sarebbe molto difficile ripensare una riforma intera.
Cerchiamo perciò di capire anche i limiti delle attuali forme di protesta, come possiamo ottenere risultati tangibili, quali e in che misura.

ritratto di Benedetta

Per Milo sulla mafia: mi dispiace veramente che tu dica queste cose, pensavo che sapessi concretamente cosa accade al sud. Non è per colpevolizzarti assolutamente, ma giusto due o tre cose. La mia famiglia è tutta calabrese e giù ho una cugina e amici carissimi che mi raccontano. I mafiosi si sparano nei paesi, si ammazzano ancora oggi per la strada. Le manifestazioni e i cortei non sono sufficienti http://www.ammazzatecitutti.org/. Guarda cosa fanno a chi li fa. La mafia è un problema grave, noi possiamo parlarne finchè vogliamo ma non capiremo mai fino in fondo il problema, perchè noi abbiamo la fortuna di vivere qui al nord. Al sud gli ospedali hanno le chiazze di sangue attaccate alle pareti, la gestione di ogni singolo marciume è in mano alla malavita organizzata. Io cerco di parlare di questo il meno possibile, perchè è un problema che credo noi non possiamo comprendere fino in fondo. Non potremo mai capire la paura, l'omertà, non si può, mi dispiace. So che la mafia allunga i suoi tentacoli e abbraccia lo Stato. Perchè è così radicata? Perchè lo Stato non disturba la mafia e non si sente disturbato?
Guardati le interviste a Saviano, che vita fa a 29 anni, e io spero basti la scorta a proteggerlo,anche se non è bastano per Falcone, non è bastato per Peppino Impastato, non è bastato per Borsellino,per nessuno.

Per quanto riguarda la scuola, credo anche io che scioperi ad oltranza siano l'unico modo per bloccare la riforma.. Al contrario di Lucia ho meno fiducia per quanto riguarda una proposta di riforma alternativa... Anche se sembra l'unica ipotesi razionale plausibile. Credo che lo sciopero ad oltranza danneggi l'educazione e la didattica, ma penso anche che stavolta ci sia in ballo qualcosa di più pesante rispetto alle altre riforme... Ma ancora non ho una posizione decisa a riguardo. Stiamo pensando, ma pare che dialogare e discutere non sia sufficiente.. Non fino ad ora, almeno. (e parlo di quanto accade all'università, in particolare nel ramo di Scienze Indipendenti)

ritratto di Roberta

Io non ho mai avuto tanta simpatia per scioperi e affini, però in questo momento mi sento a favore, perché non penso ci sia la volontà da parte dell'attuale classe politica di intavolare un vero dialogo sulla riforma della scuola. Se ci fosse stata, avrebbero quantomento interpellato gli addetti ai lavori, e se ne sono ben guardati (cosa gravissima, ribadisco). Quindi credo che l'unica cosa che temano (si fa per dire) sia la protesta di piazza, perché quello che conta è mantenere il consenso e quindi il potere. So che così danneggiamo noi stessi, ma a mio parere sarebbe molto più grave il danno per le future generazioni se passasse definitivamente questa manovra. Io credo fermamente nel ruolo della scuola pubblica. Sarà perché vengo da una famiglia povera che non avrebbe mai potuto pagarmi una scuola privata... Ma è troppo alta la posta in gioco: meglio qualche lezione in meno oggi, che nessuna lezione domani.

ritratto di Milo

Ok diciamo la verità come sta: storicamente la mafia non è esistita fino agli anni 90, anni in cui sono morti Falcone e Borsellino; il prefetto Mori invece giocava ai videogame e s'immedesimava in un ruolo virtuale; la mafia non è stata sradicata dal prefetto Mori, quindi, perché non esisteva, era virtuale anch'essa facendo parte del videogioco; evidentemente Mori stesso non è neanche mai esistito e con lui anche i suoi meriti. Sarà forse un falso mito dei nostalgici? Ma sì! La mafia è come un fungo, spunta all'improvviso quando fa umido. Aspettiamo che arrivi l'estate e passerà.
Saviano deve essere protetto e se ne andrà dall'Italia perché la mafia continua ad esistere, e lo Stato corrotto dice di combattere la mafia appioppandogli una scorta che lo sorvegli. Tanto l'appioppano anche a tutti i boss e picciotti che stanno ai domiciliari, quindi una in più cosa costa? Eh già! (fuga di cervelli non vi suona?)
Mio nonno mi dice che "tanto tempo fa" le C*****e N**e, tra le tante cose, facevano le ronde per le strade e se vedevano uno che cazzeggiava come un babbà gli chiedevano dove e come avesse i soldi per farlo (perché i mafiosi fanno i babbà, i re, proprio cme i nostri politici, non so se lo sapete: http://archiviostorico.corriere.it/1995/luglio/18/Aragosta_champagne_amm... e http://ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visuali...). Se era ricco e aveva un lavoro registrato, ok... ma se scoprivano che faceva soldi sporchi gli legavano le cavigle a un ceppo e lo facevano dondolare a spintoni finché non gli facevano sputare il rospo, tutta la rete che conosceva con nomi cognomi e indirizzi; pena: caviglie rotte a 90° (e i legamenti rotti una volta non guarivano). La mafia venne spezzata anche con queste "crudeltà".
I miei parenti materni sono della Ciociaria, regione cuscinetto tra Roma e Napoli, quindi... non è che io non sappia nulla: lì il lavoro, soprattutto per la gioventù qualificata, non c'è perché è la mafia che lo gestisce, che fa aprire e chiudere i battenti, i cantieri, ecc, e sono in molti che sanno chi sa della rete, di quell'appiglio iniziale dal quale si potrebbe risalire al centro. E non vi immaginate le scuole come sono messe, e chissà come lo saranno ora...
Vi ricordate quando ci fu quella sassaiola contro i carabinieri che arrestarono un figlio di un boss a Napoli dentro un condominio? Vi dovreste chiedere: "Come dentro un condominio?" Eh sì perché il figlio del boss in questione non si è rifugiato tra i parenti non sospetti, ma tra "il popolo" silenzioso, a cui dava dei soldi se gli tenevano i chili di droga in casa. Certo che è un reddito assicurato! Infatti a Napoli sono pochi quelli che lavorano! E non mi venite a dire che con l'antiproibizionismo crollerebbe il mercato nero, perché la mafia controlla il mercato, nero o non nero. E guardate cosa fa "il popolo" pur di assecondare la mafia che controlla quello dello smaltimento dei rifiuti? Secondo te, Lucia, hanno paura? Ma di chi!? Guadagnano sulla merda che producono: www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200801articoli/29005girata... www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/rifiuti-3/rifiuti-incidenti/ri..., aggiungere altro? Lo aggiungo: il condomini in questione che hanno difeso il figlio del boss così esplicitamente, li avrei arrestati tutti e subito per tradimento, associazione mafiosa, collaborazionismo con forze antinazionali e mandati ai lavori forzati in catene (pulire Napoli a mani nude).
Ovviamente per distruggere la mafia ci vorrebbe uno Stato forte, che non c'è in quanto mafioso anch'esso. "Tanto tempo fa" qualcuno che non nomino mise un certo Ettore Muti alla presidenza della segreteria di un partito che non nomino onde epurarlo da tutti gli elementi massonici residui. Ovviamente venne ucciso in un agguato al momento di un evento storico che non nomino.
Tutto il rispetto per Falcone e Borsellino, chi nega il loro operato?, ma sono morti perché lo Stato, quindi la mafia, era contro di loro. Se fossero emigrati come Saviano si sarebbero salvati (o forse si sarebbero salvati se non fosse avvenuto un certo evento storico... o è un videogame anch'esso?). Grandi uomini, uno iscritto al MSI l'altro al PSI, due partiti piuttosto antitecici, si sono uniti per uno scopo comune: uno Stato non corrotto (putroppo per loro lo è).
Sapete quanti fondi si potrebbero recuperare con il risanamento dello Stato? Altro che riforme positive della scuola si potrebbero fare!!! E' solo una questione di uomini, in alto come in basso. Si rieduca la gente anche facendo terra bruciata dell'ambiente dis-educativo, ad ogni costo anche umano (perché sennò ci saranno molti più uomini a rimetterci, per via della mafia).

Per parlare della riforma Gelmini: alternativa realizzabile con i politici/mafiosi che abbiamo non ce n'è granché, quindi anch'io sarei per la protesta. Il problema che m'inquieta è se i protestatori hanno delle idee oppure vogliono fare casino.

ritratto di Atoshi

Quando un giovine baldante e burbero sceglie un videogame a lui consono e si appassiona appassionatamente, sparacchia impavido contro gli space invaders di turno, noti anche come i"cattivoni bau bau". Trattasi di innominabili, come l'Innominato di Manzoniana memoria, babbau che tramano nell'ombra, cannibali e coprofagi, individuati solo ed esclusivamente dal baldo giovane e dalle sue mitraglie ardimentose. A dette forze del male si contrappongono naturalmente le forze del bene impersonate da "Primo Carnera ed i suoi muscoli d’acciaio". Il nostro non argomenta e soprattutto non sente gli argomenti dell'altro: non ascolta. Nel videogame più si sparacchia più si pensa che la soluzione sia sparacchiare sempre di più e sparacchiarla sempre più grossa: ceppi, arresti, terre bruciate, prefetti di fil di ferro, bei tempi andati, lavori forzati, catene, mani nude, camice nere e altri "temibili e terribili" missili, accompagnati naturalmente da botti in dolby stereo. Certo la guerra, soprattutto quando è virtuale, fa sentire il vento in poppa, la patta gonfia e la Patria nel cuore, poi inevitabilmente ed inesorabilmente si spegne la playstation ed i problemi restano lì, splendidi splendenti, in tutta la loro intraducibile complessità, e se spuntano cadaveri veri purtroppo puzzano. A proposito, sbaglio o qui l'argomento è "Ripensiamo la riforma" e non "Come sconfiggere in 30 secondi mafia, camorra, ndrangheta, sacra corona unita e sbattere in galera Diabolik"?

Collaborazionismo con forze antinazionali.... Cos'è una nuova bevanda effervescente della Red Bull?

ritratto di Milo

> A proposito, sbaglio o qui l'argomento è "Ripensiamo la riforma" e non "Come sconfiggere in 30 secondi mafia, camorra, ndrangheta, sacra corona unita e sbattere in galera Diabolik"?

Penso che per riformare un settore come quello della scuola bisognerebbe riformare lo Stato. Quindi, per me i due problemi sono inscindibili, dato che è lo Stato che si occupa di noi mediante l'istituzione scolastica. Se vuoi parlare così ristrettamente della scuola solo analizzando la riforma in tutte le sue contraddizioni interne, non credo che non penserai un progetto utopistico della serie "la riforma ideale sarebbe" quando non ci sono mezzi per falra. Se tu credi di avere altri modi più democratici e comprensivi per riassenstare lo Stato tirali fuori con le tue manine di velluto e confrontiamoci. Io i metodi che adotterei, e che qusto Stato non adotta, li ho già detti e non ho voglia di ripeterli o di rafforzarli all'infinito.
I tuoi quali sono, "ore oscure" che di certo non si illuminano dopo aver spento la playstation? Nelle tue "ore oscure" non avevi anche tu, forse, fatto un discorso ben più ampio dell'ambito meramente scolastico? Credi che se queste proteste sortiranno l'effetto voluto, i politici corrotti e collaborazionisti (con mafia, massoneria, banche private da cui comprano i soldi, multinazionali commerciali che impongono il mercato, ecc) si riuniranno per pensare a come uscire dal pantano o cercheranno un'altra via ancora più subdola per cercare di smantellare lo Stato che amministrano?

ritratto di Milo

> Collaborazionismo con forze antinazionali.... Cos'è una nuova bevanda effervescente della Red Bull?

www.ammazzatecitutti.org/lotta-per-il-diritto/litalia-dellantimafia.php, il sito politicamente presentabile parla così dello Stato che combatte la mafia: "Lo Stato quindi ritiene che le vittime di mafia non siano vittime di un contropotere organizzato ma morti singoli caduti per mani di singoli criminali in relazione a specifiche contese". Contropotere organizzato... forza antinazionale... collaboazionismo... ehm ehm, chi ha ragione?

Sull'operazione "tolleranza zero" che sradicò la mafia, dal sito www.americanmafia.com/Feature_Articles_267.html: "The first Fascist officials appointed to Sicily were murdered. In October 1925, a furious Mussolini named Cesare Mori (1872-1942) as Prefect, the chief administrative official of the island. No quarter was to be given. Mussolini ordered Prefect Mori to crack down with ferro e fucci (steel and fire). Because Mafia power was equal to the power of the State, dire measures were needed [forse l'unico governo che pensò di estirpare questa malattia sociale]. This was to be an invasion of western Sicily, not simply a police action. Between 1926 and 1928 eleven thousand suspects were to be arrested. In the 1930s, Cesare Mori wrote two books to justify his methods. He noted that one should not confuse the Mafia with the Sicilian people. Sicily was not mafiosa [finalmente la sicilia rieducata avendo fatto terra bruciata]. Rather, the island had suffered the Mafia because the State had been absent [e poi dicono che un tal uomo che non nomino non si occupò del meridione?????]".
Poi Mori venne espulso dal partito in quanto trovò collusioni passate o presenti con alcuni politici fascisti locali e i rimasugli della mafia. Visto che dal basso non si potè fare l'epurazione della criminalità, ci pensò Ettore Muti dall'alto della segreteria del partito, che fu il primo ad essere ucciso nel '43. Infatti su Wikipedia si può leggere, alla voce "Ettore Muti": Diverse altre circostanze confermano la tesi dell'esecuzione politica dello scomodo personaggio, definito da Badoglio «una minaccia» in una lettera spedita poco prima (il 20 agosto del 1943), al capo della polizia Carmine Senise. Essa recita testualmente: «Muti è sempre una minaccia. Il successo è solo possibile con un meticoloso lavoro di preparazione. Vostra Eccellenza mi ha perfettamente compreso».
La mafia è sempre stata troppo forte in Italia. "Is it really possible to conceive of the existence of a criminal organization so powerful that it can dominate not only half Sicily, but the entire United States of America?" (L. Sciascia, 1964)

Evidentemente certi metodi e certa politica d'interessa nazionale non ebbero piena efficacia nemmeno allora (leggete infatti http://archiviostorico.corriere.it/2007/novembre/18/Lotta_alla_mafia_tru...), forse perché l'uomo che non nomino era troppo buono: in 20 anni di dittatura vennero firmate "ben" 42 condanne a morte di cui solo 31 eseguite! 1,55 all'anno! paragonate codesta crudelissima dittatura con altre passate ed odierne! Come pensano di credere possibili riforme concrete al servizio dei cittadini, coloro che rifiutano una certa politica e certi metodi,(in nome di cosa, poi, non ho mai ancora capito) se in italia vige un contropotere così forte? E qui ho finito. Aspetto una risposta o una proposta, che non sia, per favore, una presa in giro.

Ah, un'ultima cosa: la fiscalizzazione monetaria è un sistema che non è stato mai attuato (se non da Cuba e chi altro? non dico chi altro...) per AZZERARE IL DEBITO PUBBLICO (altro che Prodi, quel commissario europode!): http://it.wikipedia.org/wiki/Fiscalit%C3%A0_monetaria. E' ovviamente utopistico, ma solo perché mancano gli uomini giusti. I mezzi non mancherebbero, mancano i cuori.

ritratto di Lucia

Si sta andando un po' fuori tema... capisco le intenzioni di Milo e il fatto che attualmente il discorso economico sia molto legato a quello dell'istruzione/educazione, ma ci stiamo allontanando dal tema centrale di questo topic, cioè la discussione sulla riforma... o quantomeno vi sarete resi conto tutti che la discussione diventa molto spezzata se passiamo dalla riforma alla mafia e viceversa tutto il tempo. Che ne dite di spostare la discussione sulla mafia in un nuovo topic incentrato sul discorso economico (dove finiscono i soldi? come vengono spesi?) e su possibili soluzioni per evitare che vengano tagliati indiscriminatamente i fondi nel settore dell'Istruzione? In questo modo la discussione sulla riforma non viene spezzata, così come quella sulla questione economica che, pur essendo legata alla riforma, segue inevitabilmente un suo personale percorso (molto ampio e complesso, oltretutto, e quindi necessita spazio)

ritratto di Atoshi

Caro Milo beato te che hai la ricetta pronta per rinnovare lo stato e risolvere il dissesto finanziario, epurando europodi, insetti e altri parassiti, sradicando la criminalità senza far tanti complimenti, il tutto in pochi link e veementi prese di posizione. Io la ricetta non ce l'ho, nel senso che la ignoro e, non ne faccio mistero, sono disorientato. Ora credo ti manchi solo la ventura di raccattare un altro uomo con il "cuore buono" ed una camiceria che utilizzi preferenzialmente tinte scure ed il gioco è fatto. Scusami ma come insegnante non sono abituato e non intendo abituarmi a discutere con chi auspica la prevaricazione e la violenza come "igiene del mondo", anche perché la discussione in questi casi è un inutile preliminare alle botte. Porta pazienza ma le nostre strade si dividono e il nostro dialogo finisce qui. Grazie e ciao.

A proposito di riforma: la nostra Preside ha incontrato ieri l'ispettore del Ministero per la nostra provincia. Si è scoperto che le ore settimanali di lezione alla secondaria di primo grado saranno ridotte a 29 dalle attuali 33, sono messi in discussione anche i laboratori pomeridiani e le classi saranno di 30 alunni. Mancano incredibilmente i decreti attuativi che debbono accompagnare il D.L. 137/38 e conseguentemente non si sa ancora bene come saranno da interpretare ed attuare gli indirizzi del decreto pubblicato sulla homepage di Sicofante e siamo ormai a novembre.... Vi lascio immaginare il caos che regna nelle scuole a livello didattico ed amministrativo. Mancano gli allegati operativi e finanziari necessari a rendere operativo il decreto. Lo stesso dicasi per le Università che continuano a laureare maestre formate secondo i moduli.....
Pur lavorando in una scuola privata Salesiana (facciamo del nostro meglio con i ragazzi, contrariamente a quanto affermano spesso statali maleinformati, e devo dire che sono orgoglioso di lavorare fra queste mura) siamo riusciti ad aderire allo sciopero ed a scrivere una circolare per i genitori in cui spieghiamo cosa ci ha spinto a protestare. Sarà banale e superfluo ma la considero una piccola vittoria, uno sforzo di coordinamento fra diverse coscienze e diversi lavoratori, precari ed assunti a tempo indeterminato.
Lo sciopero non raggiungerà molti obiettivi e già si pensa al blocco degli scrutini. A dire che sta salendo la tensione e non solo nella scuola, come mostra la grave crisi economica in cui stiamo precipitando inesorabilmente. Credo sarà difficile dirimere la forte crisi finanziaria ed il problema scuola, che è sorto essenzialmente per contenere le spese. Parallelamente sarà complesso anche ripensare la riforma perché mi pare difficile evitare un duro conflitto. Se lo scontro per la scuola non si chiude in fretta il governo si troverà a dover affrontare anche la piazza inferocita per un'inevitabile crisi del lavoro.

Non la faccio lunga, ma l'unica prospettiva sembra non tanto pensare ad una "contro-riforma" od al lancio di proposte alternative al D.L. 137, ma inventarsi una scuola ex-novo, partendo dai muri. In questo marasma, ogni mattina quando arrivo al pianerottolo della scuola dove lavoro il ritratto di Don Bosco campeggia sull'ingresso. Vi farà sorridere, ma è un buon riferimento ed un indirizzo chiaro, anche per un docente dei nostri giorni. A dire che il sasso che voglio lanciare è di pensare ad una scuola e non ad una riforma. Quali materie? Quali attività? Sbaglio? Eppure anche fra le famiglie c'è sta salendo la fame di proposte educative, perché qualcosa sta cambiando......Cosa ne pensate?.

Saluti
Atoshi

ritratto di Milo

> Scusami ma come insegnante non sono abituato e non intendo abituarmi a discutere con chi auspica la prevaricazione e la violenza come "igiene del mondo", anche perché la discussione in questi casi è un inutile preliminare alle botte.

Ah, già, vai a Napoli a insegnare ai camorristi la Costituzione, o storia dell'arte con dolci parole, decidi tu. Igene del mondo? Io sto parlando di criminalità organizzata che mina lo Stato, mica "del mondo". Mi sa che tu non hai le idee chiare su quale sia la mentalità che prevarica (sottolineo: prevarica) la giustizia e quanto sia diramata... e quanto non guardi in faccia a nessuno (altra cosa da sottolineare).

> Io la ricetta non ce l'ho, nel senso che la ignoro e, non ne faccio mistero, sono disorientato.

Ma che strano! Uno così disorientato però sa cosa NON si deve fare. peccato che non mi dica perché...
Avanti, io invece ti invito a parlare: dimmi perché ciò che ho esposto (che è riscontrabile su libri e saggi di storia ed economia vari, basta cercarli e leggerli) non dovrebbe essere efficace, invece di usare mille termini per prendere in giro, come se fossi un giullare ubriaco.
Se non hai niente da dire neppure in questo caso... bé io magari avrò i paraocchi ma pure tu non sei da meno, dato che hai preso posizione pure tu ma senza giustificarti.
Anch'io so che riforme come queste ci mandano in malora, lo sanno tutti che le ore verranno diminuite le classi accorpate e chiusi i licei dei paesini e altro. E' già pubblicato su Sicofante ed è sul sito del parlamento.
Dato che qui bisogna ripensare la riforma, cosa propone sua altezza l'insegnante disabituato a discutere con chi auspica finalmente le maniere forti contro i criminali che causano la povertà e l'ingiustizia nel nostro paese? Niente? Ma allora perché mi sfotti, caro? Su cosa allora credi di aver ragione? O hai solo la puzza sotto al naso?
Mi potresti gentilmente dire come faresti una scuola funzionante? Baste che non riporti dei "se ci fosse quello", "se ci fosse quell'altro", "se ci fosse Gesù Cristo a salvarci da quelste ore oscure". A me sembra veramente che tu abbia fin'ora riportato qualche dato di cronaca e annunciato "ore oscure", come se arrivasse l'anno mille. E basta.
Se come al solito mi dirai frasi sgangherate in stile Totò, con tutto il rispetto per l'attore, ti saluto anch'io e t'invito gentilmente a cercarti una compagnia di teatro.

> Quali materie? Quali attività? Sbaglio? Eppure anche fra le famiglie c'è sta salendo la fame di proposte educative, perché qualcosa sta cambiando......Cosa ne pensate?

Penso che come al solito hai detto "se ci fosse Don Bosco", cioè niente. Sono le stesse domande che hai fatto su tutti i topic che hai aperto.

ritratto di Milo

> Che ne dite di spostare la discussione sulla mafia in un nuovo topic incentrato sul discorso economico (dove finiscono i soldi? come vengono spesi?) e su possibili soluzioni per evitare che vengano tagliati indiscriminatamente i fondi nel settore dell'Istruzione?

Scusa Lucia, ma non sei stata proprio tu ad aprire l'argomento "proporre una riforma attuabile, non utopistica, dato che effettivamente i soldi non ci sono"? Il tema dell'economia è necessariamente legato, quindi perché aprire un altro argomento? Secondo me è alla mafia e finanza corrotta che finiscono i soldi, e ho proposto un metodo - piuttosto poco intellettuale - di porre rimedio e dove si potrebbe mettere le mani e il cervello; ovviamente è le Stato che dovrebbe attuare un tale metodo, non possiamo farlo noi. Ma d'altronde parliamo fra noi non certo con i politici su questo forum.
Aspetto nuove proposte di confronto che possano essere umanamente fatte, non l'arrivo di un santo in Terra.

ritratto di Lucia

Sì certo Milo, ma se finiamo a parlare solo di Mafia capisci che della riforma Gelmini non parliamo? E questo topic è incentrato sulla Riforma Gelmini. Ho invitato a proporre una contro-riforma, ma se sia il caso di parlarne o no in questo preciso topic dipende da quanto grande sia il singolo problema-argomento (economia-mafia) che si decide di affrontare per la contro-riforma. Non è per togliere valore all'argomento che hai portato, anzi proprio perché è un argomento così delicato e pieno di valore non può essere affrontato in questo topic: non avrebbe abbastanza spazio. Necessita quindi, se desideriamo continuare a discuterne, uno spazio tutto suo, in modo che il discorso non venga spezzato. Hai visto anche tu che dobbiamo sempre passare da "riforma" a "mafia" quando parliamo, no? Stiamo portando avanti due argomenti, due discussioni che, anche se sono legate, seguono due strade diverse e restando in un unico topic si limitano a vicenda.
Abbiamo tutto lo spazio che vogliamo sul forum, quindi perché limitare e soffocare l'argomento che hai proposto in un topic che gli sta stretto? :)

ritratto di Atoshi

Milo ti chiedo ancora pazienza. Vuoi delle risposte e sei stanco del tipo di domande che pongo? Non è un problema grave non trovi? Basta che ti astieni dal rispondermi e che eviti di partecipare ai dialoghi che apro o a cui partecipo: mi sembra semplice. Finché qualcuno mi risponde ed appassionatamente, lo colgo come un momento importante e come un'occasione per riflettere. Se per te non è così, niente di male, ci mancherebbe. Tuttavia voglio provare a darti quel che mi chiedi, senza spirito di rivalsa e rispondendoti qua e là, per quel che mi è dato (non sono un politico, non sono uno storico e tanto meno un economista).

a) Se un paese come l'Italia, membro della UE azzerasse il proprio debito pubblico significherebbe l'uscita dall'Unione Europea e dalle strategie economiche che sono condivise in questo ambito e dall'EURO come valuta.
b) L'euro è stato essenziale per salvare il paese a partire dai crac Parmalat e Cirio fallimenti che la lira non avrebbe retto. Di questo bisogna essere assolutamente grati a Prodi.
c) Il giudizio storico su Mussolini e sull'operato delle camice nere rischia di trascinarci in un gorgo di polemiche sterili, vista la tua adesione ad ideali di destra e la mia avversione per i suddetti ideali. Due cose possono essere dette credo. Mussolini ha commesso il gravissimo errore di trascinare il paese a fianco di Hitler e di abbracciare il discorso sulla razza con le leggi razziali. Questo ha esposto il paese a fame distruzione e morte. In precedenza molti ed efficaci sono stati gli sforzi del regime per riformare il paese: bonifiche,riforma della giustizia, regolamentazione urbanistica e della scuola e molte altre azioni indubbiamente positive. Questo però fuori da un contesto democratico ed utilizzando il carcere, la persecuzione e l'omicidio verso gli oppositori (non mancano esempi, Gramsci, Matteotti, Gobetti ed i fratelli Rosselli, per citarne solo alcuni).
Dopo il 43 è stata guerra civile e semplice carneficina, per quanto mi riguarda. Mia nonna era (la Santa donna è morta, lasciando un grande vuoto nel mio cuore) croce di guerra al valor militare e medaglia d'oro del Presidente della Repubblica. Un'eroina della Resistenza, insieme al fratello, saltato in aria su una mina ed oppositore del fascismo fin dal ventennio (riparò nella Legione Straniera per non farsi ammazzare). Quindi come capirai sono influenzato dalla mia biografia nel giudizio finale sul fascismo, come immagino lo sia tu nella tua adesione. Riconosco all'uomo dal "cuore buono", cioè il duce, di aver lasciato in eredità, oltre a morte, distruzione e sofferenza, una piattaforma legislativa ed educativa da non scartare. Franco è stato più furbo in Spagna evitando la guerra ed arrivando fino agli anni 70, con gli stessi metodi del duce. Chiedi agli Spagnoli se lo rimpiangono il Caudillo.
d) A dire che le metodologie di quel mondo (quello di inizio XX secolo)le trovo improponibili e per fortuna, nella contemporaneità, ma non per lassismo ma perché il mondo è diverso, radicalmente diverso. L'autarchia oggi vorrebbe dire gettare il paese nel disastro nel giro di una settimana, e la perdità delle libertà fondamentali ci precipiterebbe in pochi mesi in una sanguinosa guerra civile. Mettere i ceppi a chi incontri per strada è appunto tornare a metodologie che non sono da Stato democratico.
e) Inutile farne mistero io e te frequentiamo insieme un'associazione. Credi che alcune delle iniziative prese da questa associazione, come il manifestare intorno alla guerra in Iraq sarebbero state possibili in un regime non democratico? Credi che si potrebbe parlare liberamente come tu fai qui e là ed i tuoi compagni ed il tuo Maestro fanno?
f) Chi discernerebbe Milo fra utilizzare o meno la violenza e la prevaricazione giustamente ed il non utilizzarla se non è il caso di farlo? Quali Istituzioni? Quali uomini? L'esperienza insegna che in questi casi ed inevitabilmente si usa prima o poi la violenza dissennatamente. Ti invito a pensare a Guantanamo ed alle strategie estreme (tortura compresa) messe in atto per combattere il terrorismo dall'amministrazione americana. Sono state efficaci? Hanno creato ingiustizie? Le riproporresti per mafia e camorra?
g)E poi c'è da chiedersi e devi chiedertelo proprio perché frequenti quel luogo e quella associazione, cosa significhi usare la violenza su un uomo, che per negletto e criminale che sia è a tutti gli effetti una coscienza. Ascoltavo Saviano letto a radio tre, tornando a casa in auto dal lavoro due giorni fa. Si parlava dei quattordicenni che sparano in faccia a uomini e donne per conto dei clan, come sono cresciuti, cosa fanno, come mangiano, come si alterano chimicamente, come fanno fortuna diventando anche boss e come crepano. Che sentimento provare di fronte a parabole del genere? Astio? Odio? Repulsa? Se per questi ragazzini è facile provare sentimenti diversi da astio, odio e repulsa, forse lo stesso può esser fatto pensando a degli adulti? Sia chiaro punendo inflessibilmente chi commette reati, ma senza adottare misure improprie e che contemplino violenza e sopraffazione.
h) Sì la costituzione va insegnata anche a Napoli, anzi soprattutto a Napoli.
i) Dubito che tu sapessi, e non c'è scritto da nessuna parte su Sicofante, che al DL 137 mancano gli strumenti attuativi e le indicazioni operative. Per farti un esempio i Consigli di classe, non sanno ancora come interpretare il comma tre dell'articolo 3 del DL che hai pubblicato qui, e questo non nelle mie parole ma in quelle dell'Ispettore Ministeriale. Non mi sembrano bazzecole trascurabili per la discussione in atto, ma sei liberissimo di considerarle tali.
h) Per quanto riguarda "i Santi in terra", quel che intendevo dire era, e mi rivolgo anche a Lucia, di scavalcare l'ipotesi di cambiare dall'interno la scuola, ma di farne una ex novo. Quali valori? Non mi sembra un discorso astratto, visto che io e te proprio sui valori ci stiamo e sostanzialmente scontrando. Lo ribadisco, per il sottoscritto don Bosco è un luminoso esempio e attualissimo. Certo non il solo, la Montessori, Dolci, Malaguzzi, Gentile, don Milani, Honegger Fresco sono altri ed eterogenei esempi che mi vengono in mente.
i) Uno stato, per quanto mi riguarda, non può e non deve reagire con violenza e sopraffazione a chi lo minaccia. Carlo Alberto Dalla Chiesa, il generale, propose ed ottenne dal parlamento strumenti per combattere "senza quartiere" le BR. Strumenti duri e a tratti criticabili, ma credo, necesari. A livello legislativo, per combattere la criminalità organizzata, quegli strumenti bastano e avanzano, ed anche questa mi pare un'affermazione pratica e non astratta e sospesa in cielo. Hai mai parlato Milo con qualcuno che li abbia sperimentati sulla propria pelle strumenti come il 41bis, l'isolamento, i trasferimenti bisettimanali da un carcere all'altro senza bagaglio, ecc.? Mai sentito parlare dell'Asinara ai tempi del terrorismo di matrice rossa o nera?
l) Il mio ironizzare in tema di videogiochi vuole sottolineare come io dubiti che tu conosca per esperienza diretta e reiterata ambiti violenti e di scontro corpo a corpo, di costrizione e limitazione (galera,isolamento, arresti domiciliari)se non per eventi isolati ed occasionali, magari due sberle scambiate con tizio per futili motivi. Inoltre credo che tu non abbia trascorso i tuoi primi vent'anni in un regime che non rispetta le libertà basilari e fondamentali. Sbaglio? Se le cose stanno così, per come la penso è bene fare due passi indietro (tu fai quel che vuoi). Sei mai andato a San Giorgio a Cremano, nella periferia di Napoli? Solo esserci stato per un paio di giorni, incontrando gente che vive lì, costituisce per me un ricordo chiaro, su come si debba essere prudenti prima di parlare di cose che non sono transitate sulla propria pelle lasciando dei segni. La stessa ed identica cosa mi ha insegnato un viaggio in Bosnia, a Mostar, due anni dopo il conflitto nei Balcani, quando ancora ci si sparava ed i giardini dei condomini e le aiuole spartitraffico erano cimiteri e ad ogni passo si incrociavano mutilati ed infelici. Ma sia chiaro non è detto che debba essere la tua stessa conclusione.

Ho fatto un passo nella tua direzione?
Valutalo come vuoi, questo era il mio intento, non è detto che ci sia riuscito.

Per non trasformare il tutto in un ingombrante dialogo a due voci cerco di precisare quanto ho affermato in precedenza, rivolgendomi a tutti ed agli insegnanti che passano da qui in particolare. Sono forse inevitabili le"sabbie mobili" ideologiche pensando le cose "dall'alto verso il basso", ragionando cioè (per esemplificare) come se fossimo in grado di affrontare problemi di macroeconomia, politica estera ed interna e futuri assetti finanziari, simulandoci Ministri in pectore. Forse si può rovesciare la direzione? Partire dalla propria esperienza di studenti e docenti per progettare qualcosa di differente? Come immaginarsi una scuola prossima ventura? Su cosa fondarla? Quali valori?
Domande insensate, astruse? Roba da speculazioni noiosissime? Allora sono ben accetti pensieri anche su:
a) E' vero che si passa troppo tempo in classe in Italia?
b) Quali materie eliminare o ridimensionare in termini di orario?
c) Quali materie riformare per poi insegnarle meglio o diversamente, visti i risultati indecenti (vedi studi PISA)degli Italiani?
http://www.invalsi.it/invalsi/ri/pisa2006.php?page=pisa2006_it_05
d) Come insegnare? Che taglio dare alle lezioni? Teorico? Esperienziale? Laboratoriale? Dialogico?
e) Come verificare le conoscenze?
f) Ampliare i programmi o concentrarsi su pochi argomenti?
g) Coordinamento ed interdisciplinarietà o no?
h) Come strutturare il lavoro a casa degli studenti?

Vi propongo un giro fra i sistemi scolastici nel mondo:

SPAGNA http://www.graffinrete.it/tracciati/storico/tracciati0/spagna/index.htm
FRANCIA http://www.graffinrete.it/tracciati/storico/tracciati1/francia.htm
GIAPPONE http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_scolastico_giapponese
GRAN BRETAGNA http://www.graffinrete.it/tracciati/storico/tracciati1/uk1.htm
GERMANIA http://www.justlanded.com/italiano/Germania/Strumenti/Guida-Germania/Ist...

Scusate lunghezza ed eterogeneità del post.

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