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Istruzione senza Educazione: riflessione in 5 punti.


ritratto di Lucia

By Lucia - Posted on 17 October 2008

1. Educazione ed Istruzione
I due termini non sono sinonimi. Per istruzione, infatti, s’intende la fornitura di quell’insieme di nozioni base necessarie per potersi orientare in un determinato contesto (storico, geografico, politico, scientifico, letterario...). L’educazione, invece, implica una trasmissione di valori come ulteriori parametri per coordinarsi in un contesto anche dal punto di vista ideologico, etico e morale.

2. Mezzi di trasmissione

Nel caso dell’istruzione, l’acquisizione di nozioni base, come ad esempio la grammatica per poter esprimere un pensiero, può anche avvenire semplicemente tramite un manuale o un computer, senza nessun intermediario umano, in maniera puramente meccanica. Per quanto riguarda l’educazione, invece, essa coinvolge inevitabilmente il soggetto umano che si pone come educatore. E’ infatti compito di quest’ultimo trasmettere determinati valori, positivi o negativi, fornendo coordinate in campo ideologico.

3. Istruire senza educare

Al giorno d’oggi, la scuola italiana sembra rifiutare il suo ruolo educativo. Che sia su pretesa del sistema scolastico o su quella delle famiglie, in ogni caso non viene più richiesto all’insegnante di essere anche un educatore. Alcuni genitori addirittura individuano nel docente un rivale nell’educazione del figlio. Comunque stiano le cose, oggi l’insegnante deve limitarsi ad istruire, senza permettersi di educare, i suoi studenti.

4. Oggettività meccanica e soggettività umana

Premesso che l’insegnante è un essere umano e che l’essere umano non è una macchina, è davvero possibile richiedergli quell’oggettività assoluta che necessita una mera istruzione, priva di qualsiasi forma di condizionamento educativo?
Il suo agire, così come il suo non agire, non sarà forse influenzato dal suo modo d’essere e influenzerà quindi anche il modo d’essere degli studenti che lo prendono a modello, positivo o negativo che sia?
Un essere umano può davvero pretendere di comportarsi esattamente come una macchina, senza lasciarsi mai influenzare da emozioni o pensieri?
Anche volendo porsi come pseudo macchina, l’insegnante non sta forse educando i suoi allievi ad illudersi di poter agire come macchine, invece che come esseri umani?

5. L’impossibilità di non educare

Dal momento che l’insegnante viene inevitabilmente preso come modello, positivo o negativo, da parte dei suoi studenti, egli non potrà esimersi dal fornire loro forme di educazione. Infatti, nel momento stesso in cui il professore decide o è obbligato a non educare, educa di fatto gli studenti all’illusione che sia possibile non educare. Che si tratti di buona o cattiva educazione è un passaggio successivo ma, sia che l’insegnante ne abbia l’intenzione oppure no, egli sta sempre e inevitabilmente facendo educazione. E non potrà mai esimersi dal farla, infatti si tratterà sempre di “educazione all’educazione” oppure di “educazione all’illusione di una non-educazione”, ma sempre educazione sarà, poiché non si può ridurre o ricondurre la questione ad altro. Dopotutto, pensare che “educare” non sia più un valore da trasmettere significa dare valore a questo pensiero e quindi educare a questo.
Non c’è via d’uscita.

ritratto di Atoshi

Come si fa educatore un insegnante nelle vostre aspettative? Ve ne è mai capitato uno? Se sì che caratteristiche aveva? Per quale motivo lo accasate fra gli educatori?

ritratto di Lucia

Se continuo a tornare anche sul problema economico non è perché lo reputi il punto nodale, ma perché penso che trovare una soluzione alternativa a questo problema sarebbe il modo migliore per spingere il governo a rivedere la riforma. Come hai detto tu, la riforma Gelmini sembra puntare tutto sull'aspetto economico dell'Istruzione, senza tener conto di quello educativo. Proprio per questo motivo sono convinta che il modo migliore per spingere il Ministro a rimettere in discussione il proprio progetto sarebbe quello di mostrargli che ci sono alternative proprio nel campo su cui punta tutto, quello economico/finanziario. Una volta rimesso in discussione il cuore (economico), condiviso o no, della riforma, sarà ben più facile ottenere risultati anche sul lato educativo, non ti pare? Se continuiamo a protestare per rivendicare (giustamente, per carità) l'aspetto educativo della scuola, la risposta della Gelmini sarà sempre "c'è un problema economico che va risolto". Se invece risolviamo (o quantomeno presentiamo delle alternative per avviare una discussione) il problema economico su cui la Gelmini insiste tanto, ci avvieremo molto più facilmente verso una discussione per ripensare la riforma in modo che non venga dimenticato l'aspetto educativo: se risolviamo il problema su cui il ministro insiste tanto, di fatto che cos'avrebbe da obiettare? Non sarebbe anche segno della nostra disponibilità a dialogare e a collaborare per risollevare il nostro Paese? Non sarebbe segno che siamo coscienti di avere un ruolo importante nel/per il futuro dell'Italia, come sosteniamo in questi giorni?
Sono convinta, anche se si tratta naturalmente di un parere personale, che "sconfiggere" la Gelmini proprio nel punto che usa come massima difesa ("c'è anche un grosso problema economico/finanziario da risolvere") sia il modo migliore per disarmarla e rimettere in discussione tutta la riforma.

ritratto di Atoshi

Sul fatto che l'informazione stia pompando la protesta ho seri dubbi. Se si tratta di giornali gli Italiani non li leggono (percentualmente i più bassi indici in Europa). Gli Italiani guardano la televisione di Bruno Bestia, Gianna Rotta e Clemente Minimum: ti sei fatta un'idea della parte da cui sono schierati questi "giornatristi"? Sull'ascendenza del consenso a Bugiardoni, credo che si tratti semplicemente di lavaggio del cervello di tipo orwelliano, roba dove i ragionamenti non hanno peso, ma hanno peso le strategie di controllo delle coscienze, attivate in Italia da oltre un ventennio. Ne scorgi qualcuna fra i giovani? E' lecito a mio modesto parere iniziare ad esser preoccupati (vedi la modifica recente del reato di colpo di Stato http://www.beppegrillo.it/2008/09/colpetto_di_stato.html).

Sulla questione economica su cui sei tornata (un poco me ne dolgo, perché il nodo non è lì) Padoa Schioppa era un Ministro migliore e più fedele alla Costituzione di Tremonti. La soluzione escogitata allora per Alitalia (cessione ad Air France), solo per fare un esempio, era decisamente meno pasticciata, così come la lotta all'evasione fiscale. Ma la sinistra è a tutti gli effetti ridotta al condominio di cui parli e per niente esente da metodologie clientelari (UNIPOL, Telecom, appalti coop, ecc.) che non sono ad esclusivo uso dei politici ma diffuse capillarmente fra i cittadini. A dire che riscontro nella nostra cultura un approccio di questo tipo: i politici che abbiamo ben ci rappresentano..... Allora il problema è quel che dice Bugiardoni o Volponi oppure il problema siamo noi? La questione è fidarsi di destra o sinistra o del tale della porta accanto?

Ribadisco che non considero quella della Gelmini, presentata al satiro Bugiardoni dal suo giardiniere, una riforma, ma un collegato finanziario di Giulio Tremonti, che non è uno che si fa presentare dai giardinieri. Oltre al risparmio economico non c'è niente da interpretare, capire, speculare intorno alla MariaStalla dei miei stivali. Vogliamo discutere di grembiulini o di voti invece dei giudizi? Del Maestro unico quando le elementari Italiane viaggiavano all'eccellenza in Europa? Delle classi speciali per immigrati (ci sono già di fatto e da tempo)o più in generale di questo dare l'immagine patinata di un "ritorno all'antico, all'ordine, all'amaro Montenegro" a cui tanto tiene la lady in tailleur? Tutto questo sarà opera del famigerato Alberoni? Ne ha il fetore. Credo siano sostanzialmente tutti specchietti per le allodole o slogan vuoti di senso, atti a far presa sulle paure del cittadino medio o a consolarlo con una filosofia da "mulino bianco". Prova a leggere il comma 3 dell'Art.3 che l'intraprendente Milo ha pubblicato. E' scritto con tanta e tale ambiguità da non significare nulla: Giovanni Gentile si rivolterà nella tomba a leggere facezie del genere.

Quando Romiti Cesare licenziava alla Fiat Mirafiori negli anni caldi delle BR, non ci faceva un romanzo con finte finalità educative, sociali, pedagogiche e il diavolo sa cosa. Ti arrivava una lettera a casa e basta: lo apprezzo di più. Siamo andati con i ragazzi della scuola a visitare Parmalat una settimana prima del crac. Ci hanno fatto vedere tutti i fatturati in algida e trionfale crescita. Una settimana dopo il naufragio: erano tutte balle, proprio come quelle di MariaStalla e di Bugiardoni.

Se chiudi un centinaio di giovani in qualsiasi posto per una notte intera i casi di coma etilico, uso di stupefacenti ed intimità carnale, saranno percentualmente inevitabili, sia che si tratti di una scuola okkupata che di una discoteca in riviera o di un ritrovo fra rampolli dell'alta società. Non è cosa che mi scandalizzi o che porti argomenti pro o contro la protesta. Piuttosto c'è da chiedersi se fra le metodologie per controllare le coscienze dei giovani ci sia anche la diffusione di una cultura dello stordimento. Tu che sei giovane cosa ne pensi?

Credo che la faccenda dei soldi non sia centrale (questo non significa che non sia importante), perché a monte dei soldi c'è sempre una cultura, un'interpretazione delle relazioni, che magari ha come conseguenza un tracollo economico, ma le cui ragioni non vanno cercate nell'economico in sè. Per abbassare l'incidenza dei costi economici bisogna incoraggiare concorrenza e qualità. Ti pare che accada questo in Italia? Chi controlla il mercato pubblicitario? Quello automobilistico/meccanico? Energetico? Dei trasporti/autostrade? Le telecomunicazioni? Prova ad indagare......

Forse è anche per questo motivo che il gelato microfonato è costato assai assai?

ciao

ritratto di Lucia

Atoshi capisco quanto affermi e non posso negare di essere d'accordo con te, ma quello che mi lascia sconcertata dell'attuale situazione è che continua a essermi difficile farmi un'opinione precisa (affermazione più corretta, per quanto riguarda il mio personale stato d'animo, rispetto a "prendere posizione" o "schierarsi", che reputo un passaggio già successivo al "farsi un'opinione"). Non sono cieca alle conseguenze della Riforma Gelmini per cui tante persone protestano in piazza, così come non sono cieca però alla situazione "scolastica" che ha portato a questi tagli stratosferici. Per esempio, al di là della faccenda che la maggior parte dei fondi viene dispersa in stipendi -che comunque la si voglia mettere fa comunque pensare...-, se anche venisse trovato un buon finanziamento per l'Università (è un esempio, eh), fino a che punto siamo sicuri che verrebbe gestito complessivamente con riguardo? Oltre a indagare dove sono finiti i finanziamenti che sarebbero spettati all'Università, non sarebbe importante anche indagare su come li utilizzino le Università, anche singolarmente? Ho saputo che per la conferenza con Franco Battiato in aula magna a Santa Lucia l'Università ha speso 1.000 euro solo per affittare il microfono-gelato... 1.000 euro?! Ma non era possibile trovarlo da un'altra parte? Non era possibile utilizzare uno dei tanti microfoni-gelato che usano i docenti a lezione? Certo, non sono questi 1.000 euro a buttar giù l'economia, però se la politica all'interno delle Università per gestire i già miseri finanziamenti è questa, beh allora non c'è troppo da stupirsi.
Se continuo ad insistere sul ragionare sulla Riforma e sulla situazione che ha portato alla Riforma è proprio perché indubbiamente ci sono dei retroscena sospetti da parte del Governo e tante ombre oltre alle "luci", ma si dà per scontato che non ci siano anche dall'altra parte (che siano i manifestanti -nel liceo di mia sorella durante la prima notte bianca ci sono stati due casi di coma etilico...-, l'Università che ho preso come esempio, la Sinistra -come facciamo a sapere quando diffonde notizie vere e non semplicemente diffamatorie?- che per accaparrarsi voti tende anche lei a fare i suoi manini, dando un'occupazione a tutti, anche quando non ci sono effettivi soldi per gli stipendi... e quindi si crolla).
Altro esempio: sui giornali si sente continuamente parlare delle proteste e i numeri di partecipanti sono veramente consistenti, tuttavia l'avresti mai detto che nei sondaggi la maggioranza è a favore della Riforma Gelmini? Con questo intendo semplicemente stupirmi e chiedermi: che siano a favore perché hanno intravisto qualcosa? O forse perché sono stanchi delle riunioni condominiali della Sinistra -tanti battibecchi e pochi risultati-? (metafora azzeccatissima che ho preso in prestito). Sarebbe importante chiedersi perchè questa maggioranza, nonostante sui giornali si parli solo delle proteste, sia a favore della riforma. La considerano una buona Riforma o semplicemente hanno riposto la loro fiducia sulla Destra per esasperazione, o peggio ancora per rassegnazione? (http://www.gazzettadisondrio.it/18036-la_stragrande_maggioranza_degli_it...).

C'è bisogno di un grande rinnovamento in Italia, al di là di Berlusconi o di partiti vari... sono tutti gli italiani che devono ritrovare uno spirito che li porti non solo a protestare, ma anche a proporre e soprattutto ad accettare eventuali proposte più ragionevoli, anche quando sono dei compromessi e non soddisfano al 100% i loro desideri. Si pensa che il proprio desiderio sia quello giusto, quello condiviso da tutti, quello che una volta esaudito farà felici tutti... ma c'è anche la realtà con cui fare i conti: non tutti la pensiamo allo stesso modo (e parlo di larghe scale, non di un paio di individui), ma tutti facciamo parte di questa Italia e non è possibile soddisfare al massimo tutti quanti. Se volessimo diventare tutti Primo Ministro, come faremmo? La realtà lo impedisce, c'è posto per una sola persona. Se tutti voglio, per passione o per ripiego, diventare insegnanti, con quali fondi li paghiamo senza togliere finanziamenti anche agli altri aspetti dell'Istruzione? E' indispensabile, d'ora in poi, fare una selezione, perché il desiderio di accontentare tutti, anche per non avere proteste, si è scontrato con il fatto che ciò non è possibile e così tutte queste persone passano gli anni migliori della loro vita professionale in graduatoria e quindi come precari, in attesa. Dobbiamo imparare a dire di "no" anche in questi casi, a capire e a far capire quando qualcosa è possibile o no, a smetterla di accontentare tutti senza riflettere (magari solo per comprarci i voti, cosa che fanno tutti, Destra e Sinistra, in politica) altrimenti questa Italia resterà sempre inceppata.

ritratto di Atoshi

Da qui, da questo humus che hai gettato, deve partire quel che eventualmente possiamo chiamare riforma. Da un terreno fertile. Capisci meglio adesso lo sconcerto mio e di Roberta? Tutti i tuoi punti, non sono assolutamente all'ordine del giorno di chi colpevolmente ci governa:
a) per insipienza, incapacità, servilismo e ottusità.
b)per calcolo. Educare efficacemente significa formare generazioni che pensano con il proprio cervello e non attraverso i vari strumenti di controllo e manipolazione, tanto cari a questi piduisti.
c) al contrario l'oggettività meccanica è perseguibile ed augurabile da chi promuove il controllo, a costo di piegare, sfaldare, deprimere e ammansire anche farmacologicamente le coscienze. L'oggettività meccanica o l'educazione debole è l'orizzonte opportuno per attivare gli strumenti di inibizione, omologazione e rimbecillimento delle coscienze, ridotte ad aridi ricettacoli desideranti pochi e limitati desideriucci, essenzialmente legati al consumo di merci ed alla omogeneizzazione dei progetti esistenziali.
Le reti mediaset sono a tutti gli effetti un cascame puzzolente del genere: finto giornalismo, finti dibattiti, finti ragazzi, finte ragazze, corpi scolpiti dalla chirurgia estetica, annichilimento della varietà, stupro della soggettività (cosa sono i reality se non questo?), miraggio di una congruenza fra felicità e quattrini e rincoglionimento pubblicitario a go go.
Guarda quella caricatura lombrosiana di Brunetta, Ministro della Funzione Pubblica, che interviene sul veto Italiano ai limiti nelle emissioni di CO2 (ma la cosa quale attinenza ha con il suo Ministero? http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/clima-vertice-ue/brune...). Fuori dalla tua e dalla mia finestra non piove ed i campi qui da me buttano fuori il sale. Ho parlato con i conduttori di alcune delle più importanti aziende agricole locali e la situazione non è rosea e lui che dice? Che i limiti imposti dall'Unione Europea "uccideranno le nostre imprese e le nostre famiglie". E' un uomo bugiardo ed in malafede, che sa come altrove purtroppo intere famiglie di altri continenti stiano realmente avviandosi verso la morte anche a causa dei mutamenti climatici che qui vogliamo ignorare, oltre al fatto che l'ecosistema planetario vivibile per l’homo sapiens (la natura può infatti fare a meno dell'uomo e ne ha fatto a meno già in passato) è scosso alle radici......

Forse è il momento di un'azione politica? Non credere ma i tuoi 5 punti sono un gesto politico se applicati coerentemente.

avanti così!!!

ciao
Atoshi

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