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Che cosa non fa la scuola che invece sarebbe molto importante facesse


By anonimo - Posted on 14 December 2007

Di Benedetta Franceschiello
5a C Liceo Scientifico Giordano Bruno di Budrio, Bologna

Mi piace poter dire con decisione che la scuola l’ho vissuta, nel vero senso della parola. L’ho vissuta da ragazza entusiasta, da idealista, da rappresentante, e infine, oggi, da osservatrice. “Dico queste cose a me stesso, le dico ai posteri; e non mi rendo più utile secondo te che se mi presentassi come difensore in giudizio o imprimessi il sigillo ai testamenti o mettessi gesto e voce a servizio di un candidato senatoriale? Credimi, fa di più chi sembra che non faccia niente: si cura nello stesso tempo delle faccende divine e di quelle umane.” (Seneca, Lettere a Lucilio)

Ecco, come questo grande antico mi ha insegnato, cerco di fare qualcosa per le generazioni future, ma essendo andata incontro a insuccessi partecipando alla vita attiva della scuola, voglio limitare a dirne le cose che mi hanno(negativamente) colpita, sperando di essere utile, di fornire idee ai giovani d’oggi, perchè intervengano contro questa malsana istituzione.
Credo che i mali della scuola siano fondamentalmente tre:
L’indifferenza dei giovani, il sovraccarico di nozioni da imparare, e i professori, che non sono più maestri, educatori, ma impiegati. La maggioranza svolge il suo compito in maniera didattica, quasi non trovo differenza fra una segretaria e un insegnante, riportando o esibendo un sapere tecnico da assimilare in maniera altrettanto tecnica.
Su quel sapere tecnico sarai ovviamente verificato, valutato, poi ti verrà detto di dimenticartene, per rendere la tua mente pronta ad accogliere nuove nozioni.
E a macchinetta (non sto scherzando, sei una macchina!), ripeti questa ginnastica perenne fino a quando non prendi il diploma, non ti laurei, e finisci per lavorare esattamente come sei stato abituato a fare, ovvero, come un automa. Nessuno che ti abbia mai invitato a riflettere, nessuno che ti abbia mai spinto a interrogarti su quello che leggi, nessuno che ti abbia mai detto: “Devi far tuo quello che studi, perchè la cultura è importante”.. nessuno che in verità ti abbia mai stimolato a farlo.
In questo quadro che ho appena dipinto, gli insegnanti, la scuola e i suoi metodi di apprendimento sembrano i lupi cattivi che costringono noi ragazzi a una vita scolastica deprimente e priva di stimoli. Certo, questa cosa contribuisce enormemente, ma penso che la colpa spetti anche a noi giovini: cosa facciamo per essere stimolati?
Ebbene, un bel niente! Innanzi tutto i ragazzi di oggi sono indifferenti e ignoranti.
Indifferenti perchè non sono interessati, una cosa vale l’altra, non hanno spinta per prendersi a cuore un’intenzione, un ideale; non hanno scopi nella vita: la maggior parte di loro arriva in quinta senza sapere cosa ne sarà di loro; non hanno alcuna intenzione di porsi problemi su come è il presente e su come sarà il futuro, tanto, presente o futuro, cosa cambia? A me cosa me ne frega? Non so cosa fare di me!Una cosa vale l’altra. Vivono le giornate in maniera passiva. Senza Hobby. Senza interessi. Raramente uno sport, perchè altrimenti le mamme si preoccupano per la loro salute, senza attività fisica. E quando ci sono gli hobby o gli interessi, non sono radicali.. sono cosette sulle quali passarci un mese, un annetto, come il decoupage.. Mai nessuno che mi venga a raccontare: “faccio questo, e lavorerò nella mia vita per questo, perchè ne vale la pena.”
I ragazzi non tendono verso nessuno scopo, non hanno ideali. Questo è il grande buco che li spinge all’indifferenza. Senza ideale, senza scopo, non si consacrano per nulla, in nome di niente. Senza ideale, senza scopo, allora che funzione ha lo studio?
Ecco, i ragazzi di oggi, sono indifferenti e ignoranti. Perchè lo studio è una cosa come tante altre, e se ne può fare a meno.
E allora vedo come sia necessario lavorare sulla mente di questi giovani vegetali e sull’istituzione in sè.. sui professori, sul sapere stesso.
Che qualche prof arrivi, che porti riflessioni.. che stimoli al pensiero.. che ci insegni a pensare, a discernere, che ci trasmetta stimoli, che ci faccia piangere leggendo Leopardi o l’Addio ai Monti di Lucia.. Che ci faccia incazzare leggendo il quotidiano.. che ci spinga alla guerra, all’odio, all’amore, ma che ci faccia provare sentimento.
Che ci insegnino che avere uno scopo nella vita è fondamentale per saper vivere.. che ci insegnino ad accogliere quello che hanno da dirci.
E per quanto riguarda i ragazzi, io, da coetanea, posso lasciare un solo messaggio, che è ciò che mi spinge fin da quando avevo 8 anni a mettere anima e corpo anche quando studio cose che non mi piacciono. Per questo, ringrazio mia madre, che contrariamente a ciò che fanno la gran parte dei genitori oggi, mi ha trasmesso dei valori, degli ideali, e mi ha reso una persona libera. “Studiate ragazzi, perchè è l’unica cosa che vi permette di essere liberi. Perchè una persona può essere potente, ricca, e benestante, ma se non ha la cultura, non è nessuno. La cultura è l’unica cosa che vi permette di non essere schiavi di chi con belle parole vi vuole sottomettere. Fate i contadini, gli operai, o gli scienziati, ma siate uomini di cultura, e nessuno sarà mai capace di ingannarvi e di strumentalizzarvi”
E più avanti, più mi rendo conto che è così. Perciò io ho solo questo insegnamento da trasmettere ai miei coetanei. Se vi chiedete perchè ha senso lo studio, ecco l’unica risposta che posso darvi: per essere persone libere.

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