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Bando letterario
Hai qualcosa da dire sulla scuola, sull'università, sull'educazione in generale? Sei stanco dei luoghi comuni ripetuti all'infinito? Vorresti una scuola diversa? Hai voglia di esprimerti? Allora fallo, non aspettiamo altro! Qui sotto puoi leggere i testi di quelli che hanno già partecipato al bando, tu potresti essere il prossimo. Pensaci. Le lezioni parlano di noi? Ci mettono in gioco tramite riflessioni, confronti, esperienze e il piacere della scoperta? Oppure quasi ci annoiano e ci disturbano? Forse le vediamo come una arbitraria ed inconsistente costrizione che non sa aiutarci a mettere a fuoco quello che veramente ci chiediamo? La scuola ci insegna a pensare? Cosa fa per noi studenti? La cambieresti? Come? Che valori ti sta trasmettendo? Hai qualcosa da dire? Scrivici. Cerca di organizzare il tuo pensiero a riguardo, cercando di argomentare in maniera critica quello che hai da dire. Se vuoi raccontare qualcosa scrivi la data degli eventi a cui ti riferisci, e se sei uno studente indicaci la scuola. Diamo un po' di consistenza e di voce a questa sensazione. Puoi anche rimanere anonimo, non importa. Solo, non restare indifferente. Scrivici all'indirizzo bando@sicofante.it oppure tramite la pagina Contattaci.

P.O.F. ovvero: Penso Oppure Funziono?
di Lucia Bertossa
Liceo Classico Marco Minghetti, ex 3a I, Bologna
Ogni scuola presenta il fantomatico P.O.F., ovvero il Piano dell’Offerta Formativa, il cui compito è quello di elencare i punti su cui essa lavorerà e i valori in cui crede.
Ma tra il dire…
Le promesse sono molteplici e ne riporto alcune tratte dai P.O.F. di alcune scuole di Bologna: studio delle lingue classiche per riscoprire le proprie radici (nei licei classici, naturalmente); educazione al giudizio critico e alla capacità di affrontare razionalmente i problemi; educazione alle relazioni interpersonali per garantire un ambiente sereno, tollerante e privo di pregiudizi; promozione dell’interesse sia di gruppo che individuale; educazione alla salute; educazione al rispetto per l’ambiente; educazione alla democrazia; educazione alla responsabilità e al rispetto; attenzione alla personalità dello studente per comprenderne i bisogni e le potenzialità; rispetto per i tempi di crescita e maturazione dello studente; adeguazione del lavoro didattico ai mutamenti socio-culturali in atto.
…e il fare…
L’insegnante: un mestiere di seconda
di Federico Andalò
3° C, Liceo Scientifico A. B. Sabin, Bologna
Il Bel Paese. Io potrei vantarmi con tutto il mondo di essere nato in questo posto che non può certo mettere tra le sue belle cose la scuola. Essa dovrebbe essere, oltre che un punto di arricchimento culturale, anche un posto dove poter esporre le proprie idee. Cosa che in Italia non si verifica.
Scuola società per azioni
di Jan Mazza
2a C del Liceo Scientifico Giordano Bruno di Budrio, Bologna
Quante volte abbiamo sentito rimproverare alla nostra generazione l’apatia, il disinteresse, il menefreghismo. Quante volte abbiamo sentito caricaturizzare noi giovani come dediti solamente al divertimento, ottenuto mediante droghe e alcool. Quante volte gli adulti, ovvero gli ex-giovani, hanno giudicato sprezzantemente quelli che adolescenti sono ora, approfondendo il solco che divide i figli dai loro padri e causa scorciatoie al divertimento.

La rivoluzione dall'interno
di Milo Dal Brollo
5° CSC Liceo Sabin di Bologna
Si stava meglio quando si stava peggio.
Questo sento spesso ripetere da alcuni adulti, anche 30enni, quando riflettono sulla vita di noi tutti. Ci vorrebbe un cambiamento radicale, a quanto dicono. Ma che cambiamento si prospettano tutti?
In realtà nessuno lo sa dire. Parlano di soldi e di organizzazione migliore della società, al massimo, ma nessuno sa quale possa essere il carburante che possa darci l’energia e il fermo credito per compiere un cambiamento fondamentale. Già, cambiare, ma in base a che cosa? Quale può essere il principio così saldo da permetterci di dire: “Sì, mi metto in gioco per cambiare la società e continuare a mantenerla viva come mantengo vivo me stesso”? Esiste ora in noi una convinzione così forte? Abbiamo un principio profondo, anche solo dimenticato, intorno a cui imperniare le nostre scelte di vita?
Che cosa non fa la scuola che invece sarebbe molto importante facesse
Di Benedetta Franceschiello
5a C Liceo Scientifico Giordano Bruno di Budrio, Bologna
Mi piace poter dire con decisione che la scuola l’ho vissuta, nel vero senso della parola. L’ho vissuta da ragazza entusiasta, da idealista, da rappresentante, e infine, oggi, da osservatrice. “Dico queste cose a me stesso, le dico ai posteri; e non mi rendo più utile secondo te che se mi presentassi come difensore in giudizio o imprimessi il sigillo ai testamenti o mettessi gesto e voce a servizio di un candidato senatoriale? Credimi, fa di più chi sembra che non faccia niente: si cura nello stesso tempo delle faccende divine e di quelle umane.” (Seneca, Lettere a Lucilio)
Un discreto parere sulla realtà scolastica
di Kevin Ponzuoli
Scienze dell’organizzazione (Scienze politiche), Università di Bologna
Ecco che mi appresto a scrivere la mia personale considerazione della realtà scolastica: una realtà della quale sono veramente divenuto conscio solo negli anni delle scuole superiori, 6 lunghi anni nei quali le mie idee sono fermentate, si sono evolute e sono cambiate come del resto io stesso.
Ora da universitario quale sono, esortato a scrivere da un amico, cercherò, dopo una breve ricostruzione della mia storia scolastica, di spiegare il mio punto di visto su questa controversa istituzione.